Sicurezza 7/7: Caso App Store in Cina, WhatsApp su Android a rischio truffa e ricatti, Trafugate milioni di impronte digitali in USA, Privacy Facebook

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Sicurezza 7/7: Caso App Store in Cina, WhatsApp su Android a rischio truffa e ricatti, Trafugate milioni di impronte digitali in USA, Privacy Facebook
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App Store corre ai ripari: le app create con il software infetto, XcodeGhost, sono state rimosse dall’App Store. WhatsApp su Android a rischio truffa. Rubate milioni di impronte digitali in USA. Privacy Facebook a rischio nella UE

Caso App Store in Cina: In Cina pirati informatici hanno sviluppato una versione contraffatta del software usato per creare le app, promettendo maggiore velocità. Si tratta del primo attacco su larga scala all’App Store di Apple. Le applicazioni sviluppate con il software potrebbero trafugare dati agli utenti e inviarli a server controllati da pirati informatici. Inoltre, i cyber criminali potrebbero spedire avvisi fasulli ai dispositivi iOS infettati per spingere i possessori a svelare password ed altre informazioni sensibili. Adesso le app create con il software infetto, XcodeGhost, sono state rimosse dall’App Store. Tra le app infette ci sono la popolare WeChat, che conta oltre 500 milioni di utenti, il rivale cinese di Uber, Didi Kuaidi, e la app musicale di NetEase, simile a Spotify. In Cina sono apparsi anche finti Apple Store, in vista del lancio di iPhone 6S e 6S Plus: dei fake per trarre in inganno gli utenti di Apple.

Sicurezza 7/7: Caso App Store in Cina, WhatsApp su Android a rischio truffa e ricatti, Trafugate milioni di impronte digitali in USA, Privacy Facebook
Sicurezza 7/7: Caso App Store in Cina, WhatsApp su Android a rischio truffa e ricatti, Trafugate milioni di impronte digitali in USA, Privacy Facebook

WhatsApp su Android a rischio truffa e ricatti: L’infezione, denominata Simplocker, colpisce lo smartphone o Whatsapp via Web su Pc: blocca i dati dell’utente con una password difficilissima da indovinare, nota solo al truffatore. Secondo Check Point, le vittime osservate sono decine di migliaia, e in media una su dieci cede al riscatto, pagando 200-500 dollari. Per evitare la truffa è sufficiente non accettare l’invito a scaricare e installare un’app realizzata da una fonte insicura e che promette premi. Facebook, proprietaria di WhatsApp, ha già risolto la falla che consentiva l’infezione dei computer.

Trafugate milioni di impronte digitali in USA: 5.6 milioni di impronte digitali sono state rubate negli USA, si tratta di un grave attacco ai dati personali, nel data breach scoperto la scorsa primavera.

Privacy Facebook a rischio: L’avvocato generale della Corte Ue Yves Bot punta il dito contro Facebook, accusata di minacciare la privacy dei cittadini europei negli Stati Uniti. Il data sharing, la condivisione dati, fra Usa e UE è dichiarato invalido, perché non previene il rischio che i dati raccolti da aziende come Facebook sui cittadini Ue possano essere monitoati dal governo statunitense. Si tratta del caso Max Schrems contro Facebook, datato 2013.

Autore: ITespresso
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