Sicurezza 7/7: Dirottato dalla Cina traffico Internet Usa, Un bug cancella gli account di Facebook, La carica dei 60 mila nuovi malware al giorno, Occhio al Principe William, LinkedIn a rischio, Furti d’intetità in crescita, Gli italiani non si protegonno dal cyber-crime, Le dodici truffe di Natale

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Allarme per la deviazione in aprile del 15% del traffico Internet Usa verso la Cina. Un bug ha disattivato migliaia di account di Facebook. McAfee studia i 60 mila nuovi malware al giorno. Attenzione al fidanzamento del Principe William. LinkedIn sotto attacco. Le dodici truffe di Natale nel dettaglio

Dirottato dalla Cina traffico Internet: Lo scorso aprile il 15% dei contenuti di vari Paesi è stato dirottato su server cinesi. La Cina è giù stata protagonista del cyber-attacco ai danni di Google e di 34 aziende della Silicon Valley. La stampa parla di prove tecniche di cyber-war, ma anche di un errore; senza creare allarmismi, la deviazione è un nuovo fatto grave dopo il braccio di ferro fra Google e Pechino. Lo riporta Uscc.gov (Pdf). L’8 aprile 2010, per diciotto minuti, comunicazioni da e per i siti dell’Esercito, della Marina, del corpo dei Marines, dell’Aeronautica, dell’ufficio del Segretario della Difesa, del Senato e della Nasa (una fetta pari al 15% del traffico Internet  – Usa soprattutto) potrebbe essere stato registrato e decrittato da server cinesi.
Si tratta di “IP hijacking” e si verifica quando il router impone una rotta diversa, indicando come percorso migliore un nodo differente da quello abituale. In quei giorni un attacco è stato registrato contro il Vietnam e un attacco contro Yahoo! Mail. Per circa 18 minuti, l’8 aprile 2010, il provider China Telecom ha diffuso errate tabelle di routing per l’instradamento dei pacchetti dati, “convogliando il 15% di tutto il traffico Internet per i server cinesi. L’incidente ha interessato i dati veicolati da e verso siti web statunitensi a carattere governativo e militare (…) I siti web di alcune realtà commerciali quali Dell, Yahoo!, Microsoft ed IBM sono stati egualmente interessati dal medesimo problema”.

Attacco anche a Yahoo!
Attacco anche a Yahoo!
Autore: ITespresso
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