Sicurezza 7/7: I rischi su Android e iPhone, I malware di febbraio, La sicurezza in azienda, I kit di exploit

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Gli ultimi allarmi sui malware su smartphone fanno temere per gli smartphone aziendali Android e iPhone. La classifica dei pericoli di di febbraio. La sicurezza in azienda secondo McAfee e Sophos. Kaspersky denuncia i kit di exploit

I rischi su Android e iPhone: Google ha ammesso di aver cancellato da remoto 58 apps a rischio malware, di cui questa rubrica di ITespresso.it diede notizia tempestivamente (quando le apps prricolose sembravano solo 21). Lookout aveva rilevato il malware DroidDream in un’ampia selezione di applicazioni Web di tre autori: Kingmall2010, we20090202 e Myournet. Ma se Android è inciampato nelle apps malevoli (perché non controlla prima le applicazioni da uplodare su Android Market), anche iPhone è a rischio (phishing ma non solo, come riportava ieri il Financial Times). “La crescente diffusione di smartphone e latptop e soprattutto le applicazioni per questo tipo di dispositivi hanno incentivato la mobilità dei dati che sempre più spesso si allontanano dai data center aziendali” commenta Pat Patterson, Information Security Architect di Raymond James . “Proteggere i dati dei nostri clienti è fondamentale per il business, soprattutto in un ambito come quello finanziario. Dobbiamo sapere quali dispositivi contengono i nostri dati ed essere in grado di criptarli, bloccarli e cancellarli qualora dovessero venire rubati o smarriti. Avere una solida piattaforma per la gestione delle risorse mobili è dunque un pre-requisito imprescindibile per poter cogliere appieno la straordinarie opportunità che questi strumenti offrono”. Sophos propone la sua console Mobile Control che permette di: proteggere i dispositivi mobili attraverso una configurazione centralizzata, garantendo così la possibilità di disabilitare le funzionalità indesiderate e bloccare in remoto il dispositivo in caso di smarrimento o furto; rafforzare le policy di sicurezza implementate, mettere a punto password complesse, predisporre periodi di blocco del dispositivo, controllo e installazione delle applicazioni, disabilitare le funzionalità fotografiche, di navigazione e di accesso a siti come Youtube; eliminare gli oneri di gestione grazie al portale self-service che permette agli utenti finali di registrare, bloccare o ripulire i propri device mobili in caso di necessità; controllare gli accessi alla casella email aziendale attraverso ingressi sicuri e dispositivi registrati.

Autore: ITespresso
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