Sicurezza 7/7: Twitter indaga sull’attacco, Trimestrale sui malware, Occhio alle vacanze online

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Le dieci minacce alla sicurezza IT nel 2014

I 55 mila account compromessi su Twitter sono spam o profili sospesi: è giallo sull’attacco al micro-blogging. Panda Security stila la classifica delle minacce del trimestre. G Data avverte: le false prenotazioni di vacanze online contengono un Trojan bancario

Twitter indaga sull’attacco: 55 mila password sottratte a Twitter, ma è giallo. Il micro-blogging da 140 caratteri sta investigando per capire come mai nomi e password di decine di migliaia di utenti siano stati pubblicati online sul sito di condivisione file Pastebin. Anche perché i 55.000 account sarebbero spam e profili sospesi.

Trimestrale sui malware: Panda Security ha archiviato il primo trimestre 2012, tegistrando la creazione di oltre 6 milioni di nuovi esemplari di malware. Il dato è in linea con lo scorso anno. I Trojan hanno stabilito un nuovo record, rappresentando l’80% di tutto il nuovo malware creato, contro il 73% di un anno fa. I Trojan rappresentano i codici prescelti dai cyber criminali per realizzare attività fraudolente. Al secondo posto si piazzano i worm che, con il 9.30%, sorpassano i virus con il 6.43%: un anbno fa i virus avevano raggiunto il 14.25% e i worm l’8%. Una curiosità: i worm, sebbene rappresentino il 9% del totale, hanno una percentuale di attacchi pari solo all’8%, fenomeno bizzarro per la loro elevata capacità di propagarsi in modo automatico. Il numero medio di PC colpiti in tutto il mondo è di 35.51%, inferiore di oltre due punti rispetto al 2011. La Cina è stata ancora una volta lo stato più colpito, con il 52.25%, seguita da Taiwan e Turchia. Tra le dieci nazioni meno attaccate troviamo nove paesi europei, insieme al Giappone. I paesi più sicuri sono Svezia, Svizzera e Norvegia. Poiché c’è un incremento del numero di attacchi ransomware che prevedono un riscatto, dovuti al codice “Police Virus”, occhio al codice che mostra un messaggio contenente i loghi di forze dell’ordine internazionali per ingannare gli utenti e far loro credere che il PC fosse stato bloccato dalla polizia a causa di visite di siti inappropriati o per download illegali. Per riutilizzare il computer, agli utenti veniva richiesto il versamento di una somma di denaro, generalmente intorno a cento euro, dollari o sterline, a seconda del target di riferimento. Ovviamente i messaggi non provenivano dalle forze dell’ordine, ma dal Trojan stesso. Nel report vengono citati anche i recenti attacchi su cellulari Android, la diffusione del malware attraverso Facebook, il caso di Megaupload e le ultime attività di cyberwar di Anonymous e LulzSec.

Autore: ITespresso
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