Siti di servizio: Arte.it, La guida del Web, Boutiques.com, Amazon Studios, Donazione a Wikipedia

MarketingNetwork

Arte.it è il nuovo motore di ricerca verticale sull’arte italiana. La guida al Web secondo Google. Boutiques.com semplifica lo shopping online. Amazon Studios è dedicato ai registi e sceneggiatori in erba. Donazione a Wikipedia per la sopravvivenza della libera enciclopedia

Arte.it: Nasce il motore di ricerca verticale (con 600 mila documenti indicizzati) dedicato al patrimonio artistico e culturale italiano. Si tratta di una piattaforma aperta con aggregatore di notizie il nuovo progetto della media company NEXTA che sfrutta la tecnologia semantica per reperire le informazioni sull’arte italiana già online. Gli utenti potranno correggere errori e collaborare con il search engine grazie a tool d’interazione.

La guida di Google del Web: Google spiega cosa è il Web, partendo da “Cos’è Internet” e proseguendo con lezioni illustrate sul cloud computing, le web app, i linguaggi di programmazione, browser, privacy, sicurezza e open source. L’Abc della Rete (19 temi più riassunto per ricapitolare) alla portata di tutti.

Boutiques.com: Google entra nel business della moda: un giro d’affari di circa 500 miliardi di dollari. Tra le firme in Boutiques.com di Google hanno già aderito Oscar de la Renta e Isaac Mizrahi; il sito, completo di Web app per iPad, sarà diviso per generi, stile e corredato di segnalazioni da parte di stilisti, Vip, community e blogger. Tuto ciò che piace alle celebrità, ma anche alle donne fashion.

Amazon Studios: distribuirà complessivamente 2,7 milioni di dollari l’anno a registi e sceneggiatori amatoriali. Il cinema indipendente finora aveva trovato spazio al Sundance Festival, ma ora può farsi largo anche grazie ad Amazon. Amazon, che è presente sul mercato video con Amazon Video, ora passa al Grande Schermo.

Donazione a Wikipedia: Si avvicina il Natale e tra le donazioni natalizie si può tranquillamente aggiungere quella a Wikipedia, la libera enciclopedia online che ha bisogno di 16 milioni di euro per continuare ad operare. Tra l’altro, lo scorso giugno la più famosa enciclopedia collaborativa del Mondo, quella che ha fatto fuori Encarta e ispirato moltissimi altri siti, ha deciso di aprire all’editing pubblico anche le pagine più controverse, pagine come “George W. Bush” o “David Cameron” che avevano costretto quelli di Wikipedia a limitare la possibilità di aggiungere, togliere o cambiare parti del testo, soprattutto ai neofiti, per evitare che diventassero una sorta di pagine-spazzature facendo perdere ogni credibilità all’intero progetto. Se Wikipedia era già sinonimo di scrittura collettiva, enciclopedia dal basso, conoscenza condivisa e tutto il resto, adesso lo diventa ancora di più. Contribuite, ora, anche finanziarimamente, a rendere internet un posto migliore.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore