Siti di servizio: Social network made in Italy

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Non ci sono solo Facebook, LinkedIn e Twitter, ma una galassia di social network verticali che parlano italiano

Pazienti.org: è il social network dei pazienti, con il loro punto di vista sulla sanità italiana. Permette di condividere il proprio rapporto e le proprie esperienze, sia positive che negative, con le strutture sanitarie e i centri medici.

Thounds.com: il social network dei musicisti consente di fare musica insieme su Internet, condividendo un’ispirazione o una sezione di un brano musicale, lasciandolo completare al resto della community.

InArcAssa: La visione iniziale era quella di una sperimentazione, da realizzare in modalità “co-design”, con mille utenti “volontari” per poi dare vita a Servizi utili all’intera Comunità, i 150.000 iscritti ad Inarcassa. Nei primi sei mesi sono state realizzate molte iniziative tra cui sei tavoli di creatività durante i quali si sono esplorate le esigenze della Comunità e si sono generate molte “buone idee” che si sono subito trasformate in “progetti” nel mondo reale.

Spreaker: è una rete sociale per realizzare la propria stazione radio con programmi, palinsesto e musica. Conta 30 mila contributi sulle circa 65 mila radio create dagli utenti.

MobNotes: il social network consente di condividere post-it digitali, geo-localizzati, nei luoghi visitati.

Fubles: il social network, nato per “trovare il quinto a calcetto”, è ormai una start-up globalizzata per trovare campetti, un calciatore per partite e per conoscere altri appassionati di calcetto.

Autore: ITespresso
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