Siti di servizio: La Google Tax e il decreto Destinazione Italia per le PMI

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Ritorna lo spettro della WebTax
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Le aziende che operano su Internet in Italia – da Amazon a Google – dovranno avere la partita Iva italiana. I primi decreti del Piano Destinazione Italia prevedono sconti in bolletta, incentivi per le PMI digitali, crediti d’imposta per investire in ricerca e sconti RC auto

La Google Tax è stata approvata: esiste l’obbligo di partita Iva italiana per chi opera online in Italia. Le aziende che operano su Internet in Italia – da Amazon a Google – dovranno avere la partita Iva italiana, per non godere più dei regimi di tassazione più favorevoli in Italia. Google oggi fattura in Irlanda anche la vendita di pubblicità in Italia. Ma ciò non sarà più possibile.

Destinazione Italia: i primi decreti del Piano Destinazione Italia prevedono sconti in bolletta (complessivamente 850 milioni di euro), incentivi per le PMI digitali (dai mini-bond agli sgravi fiscali per la digitalizzazione), crediti d’imposta per investire in ricerca e sconti RC auto. Per la digitalizzazione delle piccole imprese, è stato varato un voucher da 10mila euro per l’acquisto di prodotti o servizi informatici; la detrazione del 65%, su un tetto massimo di 20mila euro, è dedicato alle PMI con connettività da 30 megabit al secondo. “Per rafforzare le funzioni del tribunale per le imprese e stimolare la capacità di attrarre investimenti, si concentrano su un numero ridotto di sedi (9) tutte le controversie nella competenza funzionale del tribunale delle imprese che coinvolgano società con sede principale all’estero, anche se con rappresentanza stabile in Italia”.

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