Slackware 7.1

Management

La Slackware è una delle distribuzioni classiche di Linux ed è anche tradizionalmente una delle più stabili e mature.

La Slackware è una delle distribuzioni classiche di Linux ed è anche tradizionalmente una delle più stabili e mature. Giunta alla versione 7.1 la Slack ha mantenuto il suo aspetto spartano tanto caro agli amministratori di sistema, privandosi però di una folta schiera di nuovi utenti attirati dagli strumenti grafici offerti dalle altre distribuzioni. Non si può però negare che questa distribuzione eserciti un forte fascino dovuto proprio alla sua fama di distribuzione difficile, costringendoci a configurare a mano la maggior parte degli aspetti del sistema operativo, imparando molte più cose che non utilizzando delle comode interfacce grafiche. Diversamente dalle altre distribuzioni la procedura di installazione è molto sbrigativa e priva di inutili fronzoli estetici. In alcuni punti si presenta abbastanza criptica, come per esempio nella configurazione del disco. Lunico strumento a disposizione per preparare le partizioni è infatti il classico Fdisk di Linux, molto potente ma altrettanto difficile da usare per chi non sa nulla di partizioni. La Slackware 7.1 è una distribuzione di mantenimento, viene infatti distribuita con il kernel 2.2.16 (lultimo disponibile al momento del rilascio) e con tutti i pacchetti software aggiornati alle ultime versioni. Non sono presenti novità particolari rispetto alla versione 7. La configurazione del sistema avviene infatti modificando manualmente alcuni file di testo; i pochi tool grafici non hanno funzionalità avanzate e servono solo a rendere più amichevole lapproccio con alcuni aspetti particolarmente ostici, come la configurazione delle schede di rete e della sezione grafica. Tutti i tool presenti sono raggiungibili dal menu richiamato dal comando Setup che offre le stesse opzioni dellinstallazione e, attraverso lutilty Pkgtool, è anche possibile aggiungere e rimuovere i Software presenti sul CdRom di installazione. Per installare nuovi software si può anche utilizzare il formato Rpm, proprietario della RedHat, anche se la maggior parte degli utenti Slackware preferisce ancora scaricare i sorgenti e compilarli, in perfetto stile Linux.

Autore: ITespresso
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