Slitta il passaggio di consegne per Telecom Italia

Autorità e normative

Il dopo Pirelli è ancora appeso al filo brasiliano: l’Anatel rinvia e aspetta
Telefonica. L’operazione Telco torna in stand by in attesa delle decisioni
Antitrust brasiliane sul partner spagnolo

Dopo quattro mesi, in cui sembrava cosa fatta il patto fra Telefonica e le banche italiane per il passaggio del controllo da Olimpia (80% Pirelli e 20% Benetton) a Telco (la compagine italo-spagnola formata dall’iberica Telefonica e dalle banche italiane Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo e Sintonia dei Benetton), non è ancora giunta l’ora di voltare pagina per Telecom Italia. L’ex monopolista Tlc italiano aspetta l’ok dell’Authority brasiliana (Anatel) per aprire il nuovo capitolo nell’era Telco: per il passaggio definitivo da Olimpia a Telco e per definire i nuovi vertici societari. Ma il via libera dal Brasile, che pareva dietro l’angolo, sarebbe inciampato in ostacoli tecnici, anche se (secondo il Corriere della Sera) dietro ai ritardi ci sarebbe Telefonica. L’Authority brasiliana vorrebbe un impegno scritto da parte di Telefonica. In ballo ci sarebbe la netta divisione fra Tim Brasil, controllata da Telecom Italia, e Vivo, al 50% di Telefonica. Solo in seguito al semaforo verde di Anatel, sarà possibile delineare il futuro di Telecom Italia, a partire dai nuovi vertici, compresi nuovo presidente e nuovo Amministratore delegato. Ma, con lo slittamento brasiliano, nessuno vuole ancora scoprire le carte e ogni ipotesi sembra tuttora azzardata. Intanto sono rinviati a data da destinarsi il passaggio di consegne del 3 settembre e il primo cda del 7 settembre.

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