Smart City, sul tavolo del Governo un disegno di legge ad hoc

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Piero Fassino Smau Smart city

Durante Samu Business a Bologna, esponenti dell’Anci, tra cui Piero Fassino, sindaco di Torino, hanno esposto i punti chiave di un disegno di legge sul progetto Smart City e digitalizzazione dei Comuni che presenteranno al Governo. Dall’8 giugno la bozza è online sul sito Anci per commenti e modifiche

Un piano annuale di confronto sull’agenda digitale, semplificazioni nello scambio anagrafico tra amministrazioni comunali, gestione associata di servizi per i piccoli comuni e ancora, semplificazioni nell’accesso alle agevolazioni per i cittadini deboli.

Sono questi alcuni dei punti presenti nel disegno di legge che l’Anci, rappresentata da Piero Fassino, Sindaco di Torino e membro del direttivo Anci e Antonella Galdi, responsabile innovazione Anci, ha presentato a Bologna durante Smau business sul progetto Smart City.

Forti di un protocollo d’intesa siglato nel 2011, Smau e Anci stanno lavorando per sensibilizzare le pubbliche amministrazioni sul tema delle città intelligenti e facilitare l’incontro tra domanda e offerta di tecnologia e, non da ultimo, progettare Smart City. Matteo Lepore, assessore innovazione, Smart City e Agenda Digitale Comune di Bologna e presidente commissione Innovazione Anci, ha annunciato che da domani (8 giugno 2012) sarà online sul sito dell’Anci, per una settimana, la bozza del documento per eventuali osservazioni e poi sarà data al governo e di nuovo su piattaforma wiki per costruire una proposta definitiva che partirà dalle agende digitali locali.

Piero Fassino Smau Smart city
<p>Piero Fassino Smau Smart city</p>

Galdi è entrata nel dettaglio del disegno di legge. “Partiamo dall’esigenza di realizzare un piano annuale dell’agenda digitale. I comuni hanno apprezzato i tavoli di confronto tra loro, ma vorremmo che le amministrazioni centrali si confrontassero annualmente sulle iniziative strategiche per il paese. Una scelta strategica dell’amministrazione che utilizzi la tecnologia per pianificare lo sviluppo urbano. Vorremmo poi una consulta che dia regole vincolanti e fruibilità dei dati pubblici e faccia leva sulla gestione associata dei servizi Ict per i piccoli comuni, attraverso emendamenti specifici, identificando gli ambiti e rivedendo le norme di riferimento. Inoltre dare più forza al concetto di autocertificazione con la costituzione di una piattaforma tecnologica che permetta al cittadino di poter sfruttare l’interoperabilità delle diverse amministrazioni pubbliche. Si pensi per esempio alla gestione del catasto e delle anagrafi finalizzate al recupero dell’evasione fiscale. Infine, uno sportello comunale dedicato alle agevolazioni ai cittadini deboli. Si tratta – spiega – di un unico sportello comunale che permetta al cittadino, di ricevere agevolazioni, senza la necessità di andare a visitare diversi enti e sportelli ma, per esempio, una sorta di comunicazione incrociata tra Inps, enti locali, ecc.”, conclude Galdi.

Fassino ha spiegato come il progetto Smart City e la digitalizzazione delle città possano aprire “frontiere inesplorate per la vita dei cittadini, si pensi solo alla facilità con cui si riuscirebbe ad accedere in tempo reale ai servizi demografici e anagrafici, al cambiamento che potrebbe esserci nel rapporto tra paziente e medico… Per arrivare a questo, serve un investimento culturale e pedagogico importante: trasformare una città in una città digitale non significa solo portare i cittadini e le istituzioni a pensare in modo differente, ma relazionare i territori e i cittadini stessi. Applicare le tecnologie a un progetto di città digitale richiede un’interazione tra i diversi livelli istituzionali e come Anci vogliamo parlare con gli alti livelli per una strategia comune”.

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