Smart home: Italia ancora fanalino di coda ma segue i passi dell’e-commerce

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Secondo un recente sondaggio condotto da Context su un campione di 2500 consumatori in Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia rivela che solo il 5,4% degli intervistati italiani immagina di avere una casa intelligente già dal 2016 mentre in Germania, per esempio, questa percentuale si alza al 22,8%

Smart home o casa intelligente per l’Italia è ancora un miraggio, non tanto perché non esista, quanto perché la maggior parte degli intervistati non ha ancora realmente capito i vantaggi che una smart home può portare alla vita di tutti i giorni.

Secondo un recente sondaggio condotto da Context su un campione di 2500 consumatori in Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia rivela che solo il 5,4% degli intervistati italiani immagina di avere una casa intelligente già dal 2016 mentre in Germania, per esempio, questa percentuale si alza al 22,8%.

Se l’Italia è, appunto, fanalino di coda su questo fenomeno, non è certo improbabile che di qui a qualche anno il paese si risvegli e inizi a crescere a livelli sopra le aspettative attuali. Si ricordi, secondo quanto affermato da Adam Simon, managing director retail di Context, che nel 2019 il mercato della smart home potrebbe crescere complessivamente fino a 6 miliardi di euro con una tendenza sempre in crescita. Il fenomeno quindi non va sottovalutato e, se anche oggi gli italiani sembrano scettici su questo fenomeno, si ricordi l’evoluzione dell’e-commerce.smarthome@shutterstock

Anche nel nostro paese il fenomeno fu visto con reticenza e senza alcuna garanzia di una evoluzione credibile, mentre ora anche gli italiani hanno preso consapevolezza e gli italiani hanno iniziato a spendere anche online. E, in tutto questo fenomeno, un ruolo centrale lo hanno giocato i retailer che si sono accorti del fenomeno e hanno saputo come sfruttarlo anche a loro vantaggio. La stessa cosa dovrà avvenire per quanto riguarda la smart home.

Secondo l’indagine Context, sono i retailer i principali veicoli della conoscenza della casa intelligente, sia attraverso i negozi sia attraverso i loro siti. E, in generale, i paesi che hanno aderito alla ricerca affermano che i retail stanno svolgendo un buon lavoro di comunicazione, spiegando il concetto di casa intelligente: in Germania la percentuale supera il 20%. Arrivando poi a capire quanti prodotti si ha in programma di acquistare nel corso dei prossimi 12 mesi, in Italia il 12,2% comprerà almeno un prodotto nei prossimi dodici mesi. Il sondaggio rivela, inoltre, il ruolo chiave dei rivenditori specializzati in elettrodomestici ed elettronica di consumo: su di loro gli italiani ripongono la massima fiducia per ottenere informazioni e installare prodotti di domotica.

Ma sono le donne, in Italia, le più propense alla casa intelligente. Il 100% delle donne intervistate, infatti, ha risposto affermativamente alla domanda se fossero interessate a spendere fino a 5mila euro per rendere la propria casa intelligente.

Tra i vantaggi che gli italiani ravvisano, si posiziona al primo posto il comfort, che segna un 33,4% di preferenze: rientrare a casa e trovare un ambiente perfettamente accogliente o la cena cotta a puntino in forno, rappresentano benefit di forte appeal; al secondo posto, con il 20,8%, la sicurezza; seguono le commodity come regolazione temperatura, spegnimento luci o abbassamento tapparelle con il 19,8%; la cura dei parenti anziani per il 19,2% e infine l’entertainment con il 14,6%.

Italia patria del gusto: gli italiani hanno decretato la cucina la stanza che per prima vorrebbero Smart in casa propria con il 61,2% delle preferenze, rispetto alla camera da letto con il 16,6% e al living con il 11,3%.smarthome@shutterstock

Se si affronta il tema della Smart home legato ai servizi correlati, come quelli legati alla salute o alla sicurezza, i consumatori manifestano maggiore propensione a investire nella casa intelligente.

In particolare, il 24,8% degli intervistati sarebbe disposto a spendere per la propria sicurezza grazie a sistemi collegati direttamente alle forze dell’ordine; il 15,2% degli italiani si dice interessato ad installare apparecchi che consentano il collegamento con la compagnia assicuratrice in caso di allagamento o altri incidenti domestici; il 32,2% è invece favorevole a soluzioni che rendano possibile collegarsi direttamente con il proprio medico o con l’ospedale più vicino in caso di necessità.

“L’ecosistema della Smart Home ha bisogno di collaborazione da parte di tutta l’industria in modo da stimolare attivamente la domanda ed educare il consumatore finale”, ha precisato in una nota Isabel Aranda Country Manager di Context.

“Il 50% dei partecipanti ha dichiarato di essere preoccupato quando è fuori casa, ma soltanto il 9% ha sentito parlare delle camere IP. Pertanto l’educazione del consumatore italiano è una sfida fondamentale da affrontare nel breve termine”, chiude Simon.

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