Smartphone e tablet con Android, allarme sicurezza

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Il sistema operativo di Google, Android, scala le posizioni di mercato sempre più velocemente, è il più diffuso su smartphone e tablet, ma è anche quello che più mette a rischio la sicurezza di dati e device

La regola del buonsenso vuole che la piattaforma di maggior successo sia quella più attaccata dagli hacker, da chi vive di malware e ne fa il proprio business. Accadde per Windows, accade per il formato Pdf di Adobe, per Java, e sui dispositivi mobile è quasi ovvio che accada oggi per Android, che al momento è senza dubbio il sistema operativo più a rischio. iOs, più chiuso – come MacOs – è intrinsecamente più sicuro, Windows Phone ancora poco diffuso non consente di fare volumi di business importanti, vedremo in futuro, Blackberry è considerato un sistema sicuro per la sua architettura, ma sempre meno utilizzato. Certo è che se Android vuole vincere le sfide in azienda deve fare balzi in avanti da gigante, sia per quanto riguarda la qualità delle app, sia per il problema della sicurezza, che si fa sempre più emergenza.

L’ampia diffusione di Android è dovuta certamente alle buone qualità del sistema operativo, all’enorme numero di device per far funzionare i quali i vendor lo hanno scelto (anche per il costo praticamente pari a zero), e al fatto che Android può stare bene anche su terminali da pochi euro, mentre di iPhone e iPad da pochi euro non ne esistono (almeno fino ad oggi).
Non è detto che nel tempo Android si riveli il sistema migliore per fare business. Forse si dice troppo poco, ma la nostra esperienza ci insegna che i device con Android al momento hanno app meno fluide, e in tanti casi meno convincenti delle corrispettive scritte per iOs e anche per Windows Phone.

Avast Mobile Security 2, una schermata del prodotto Avast per la sicurezza
Avast Mobile Security 2, una schermata del prodotto Avast per la sicurezza anche su Android

Torniamo a bomba: è soprattutto grave il problema sicurezza. I maggiori vendor segnalano con preoccupazione il fenomeno. G Data ha registrato 520mila nuovi ceppi di malware per Android solo nella prima metà del 2013. Per Trend Micro il fenomeno è anche più preoccupante e sarebbero arrivate a 718mila le minacce rilevate nel secondo trimestre di quest’anno  (erano circa 509mila nel primo quarter 2013). I malware per pc solo in dieci anni hanno raggiunto cifre di questa portata. Si arriverà tranquillamente al milione entro l’anno e si parla  ancora solo di minacce a elevato rischio.

Spesso i vendor lanciano allarmi per riportare poi la necessità di installare anche sui dispositivi mobile una soluzione di sicurezza che loro stessi vendono. Ma le cifre non sono mai inventate comunque e i rischi reali.
E’ vero che un dispositivo Android il cui proprietario scarica app solo dallo store Google Play è infinitamente più sicuro di quello il cui proprietario scarica a destra e a manca. Ma questo non è sufficiente per tranquillizzare chi con Android vorrebbe lavorare. Per entrare in azienda e lasciare dormire sonni tranquilli è consentito affermare che la maggiore flessibilità e apertura di Android riguardo la fonte di app almeno al momento non può lasciare dormire sonni tranquilli agli amministratori che accettano nelle proprie reti device non adeguatamente protetti.

I criminali si affidano a versatili trojan, mascheramenti di codice per rendere più difficoltose le analisi, malware kit redditizi anche nelle mani di ragazzi nemmeno troppo esperti, per attacchi a lungo termine con l’app dannosa che rimane attiva per tempo prima di arrivare all’obiettivo di far guadagnare soldi con malefiche attivazioni.

Ad oggi meno del 30 percento dei dispositivi è dotato di una soluzione di sicurezza, mentre sarebbe oltre il 90 percento la misura dei device altamente vulnerabili. Non basta una soluzione di protezione, senza un’igiene comportamentale. E a rischio, sempre di più in futuro, saranno  le app e i sistemi di online banking, attacchi che in questo specifico ambito crescono di circa il 30 percento di trimestre in trimestre (secondo ricerche Trend Micro).

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