Smau 2012 mette al centro le Smart City

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Smart City, svettano Milano, Bologna e Firenze

A Smau 2012 convergono 50 mila visitatori professionali per scoprire cloud, ultrabook, apps per il business e comunicazioni unificate. Focus sulle Smart City

Apre Smau 2012, giunta alla 49° edizione, e claim della fiera è “Innovazione di casa nelle imprese”. Oggi alle 10.30 il ministro dello Sviluppo Corrado Passera è presente alla cerimonia di apertura di SMAU 2012 dove la School of Management del Politecnico di Milano delineerà lo scenario delle tecnologie digitali per il rilancio dell’economia italiana.  Ecco Smau in cifre: attira 500 espositori, tra cui APC, Cisco, Dell, Epson, Fujitsu, Google Enterprise, IBM, HP, Intel, Microsoft, Olivetti, Oracle, SAP, Telecom Italia, Vodafone, Xerox, Zucchetti; fino a venerdì sono attesi oltre 50.000 visitatori professionali all’interno dei padiglioni 1 e 2 di Fieramilanocity; più di 100 start-up presenti; Workshop al massimo di 50 minuti; 160 rapporti diretti con emissari territoriali di Confindustria, con l’obiettivo di veicolare i messaggi positivi della manifestazione, per facilitare il cambiamento culturale. Ma non finisce qui: negli ultimi anni hanno “sfruttato” Smau circa 300mila imprese italiane, e 2.000 casi di successo, che portano in dote ricette anti crisi, sono stati “processati” a Smau. I temi di Smau 2012 spaziano dal Cloud Computing alle Unified Communication, dagli ultrabook alle Apps per il business fino ai Big Data e alla firma digitale. Ma grande attenzione sarà catalizzata dalle Smart City. Pierantonio Macola, amministratore delegato di Smau si mostra soddisfatto del percorso compiuto: “Per noi le imprese sono sempre state le persone, abbiamo deciso di andare a casa dell’imprenditore e quindi abbiamo scelto le Regioni, abbiamo istituito dei premi per mettere a fattor comune le eccellenze e farle conoscere e infine nel 2011 abbiamo inserito il modulo Smart City“. E le Smart city sono protagoniste a Smau 2012. In occasione della presentazione di Smau 2012 Antonella Galdi, responsabile per l’innovazione in Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), illustra il percorso con Smau nell’arco dell’anno. Un anno chiave per il Paese, in seguito ai sacrifici richiesti dal Governo, ma che ha rappresentato anche un’opportunità per i Comuni – grazie a una serie di finanziamenti europei e nazionali – per testare e confrontarsi con il mondo delle aziende, secondo un nuovo modello evolutivo, rispetto ai servizi da erogare ai cittadini. La sfida delle smart-city consiste in un’interazione fra Amministrazione e imprese: da un lato l’amministrazione mette a disposizione il proprio territorio, immobili, infrastrutture, patrimonio e voglia di coinvolgere i cittadini; dall’altra le aziende cercano di individuare le soluzioni più adatte per far crescere il territorio, partendo dal presupposto di base di “investire”. “I sindaci a differenza del passato hanno risposto con attenzione – commenta Galdi -. Nel passato è vero che investimenti anche consistenti, non sempre sono andati a buon fine (per esempio la carta di identità elettronica) ma oggi la situazione, proprio perché più complessa, offre anche più sfaccettature. Le grandi aziende dialogano con una prospettiva di crescita comune, senza arrivare necessariamente con un prodotto da vendere, ma con la volontà di definire cosa serve a una determinata realtà sociale per diventare una realtà ‘intelligente’ Anci ha costituito un osservatorio specifico in collaborazione con le Amministrazioni che hanno dato vita ai tavoli dell’Agenda Digitale, in particolare con il Ministero della ricerca e dell’università per accompagnare la fase attuativa di alcune norme del Decreto di Sviluppo Bis appena varato. Alcuni articoli si riferiscono proprio alle Comunità Intelligenti e prevedono la realizzazione di una piattaforma nazionale per individuare le soluzioni tecnologiche più innovative atte al dispiegamento sull’intero Paese. Il rapporto con le Pa è dunque prezioso a far emergere i bisogni (e qui il ruolo forte lo gioca l’Anci), dall’altra parte strumenti di finanza innovativa – attraverso i bandi precommerciali – dovrebbero agevolare l’individuazione delle soluzioni da mettere al riuso e da dispiegare, per accompagnare poi le amministrazioni nella fase attuativa dei bandi commerciali veri e propri. A prescindere dai grandi bandi europei, si tratta di un iter cruciale per consentire in modo diversificato di far crescere Smart-City come vero e proprio progetto Paese, anche fuori dal circuito delle grandi città. Anci è presente a Smau 2012 proprio per presentare i casi di successo di amministrazioni grandi medie e piccole e per illustrare le criticità più limitanti.

Autore: ITespresso
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