Smau – E-content in Italia: un mercato miliardario su Web, tv digitali e mobile

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Uno studio della School of Management del Politecnico di Milano fotografa lo stato del life style digitale e dei mercati digitali consumer in Italia

Ecco i numeri del life style digitale e dei mercati digitali consumer in Italia: si attesta intorno a 3,4 miliardi di euro il fatturato dei contenuti multimediali a pagamento (quasi i l 30% del mercato tradizionale di riferimento) e supera il miliardo il mercato della pubblicità su piattaforme digitali, circa il 12% del mercato pubblicitario complessivo).

I cambiamenti tecnologici in atto, – ha dichiarato Umberto Bertelè, Presidente della School of Management del Politecnico di Milanoche possiamo sintetizzare nella digitalizzazione di ogni forma di comunicazione e nella facilità ed economicità del trasferimento delle informazioni, portano a profondi cambiamenti nelle modalità di comunicare e interagire con i consumatori e gli utenti finali, nonché a nuove forme di intrattenimento e di servizio verso il mercato finale. Oggi, qualsiasi impresa (o pubblica amministrazione) può “sfruttare” sapientemente le molteplici piattaforme digitali (Internet/Web, Mobile, Tv) per impostare una nuova relazione con i propri clienti/utenti, offrendo loro contenuti digitali, consentendogli di effettuare transazioni, veicolando nuove forme di comunicazione e di pubblicità, erogando nuovi servizi.Tutto questo sta generando nuovi mercati digitali, alcuni dei quali si affiancano a quelli “tradizionali” – non digitali – (ad esempio l’eCommerce), altri tendono a sostituirsi progressivamente a quelli tradizionali (ad esempio, la musica su cd/dvd o il noleggio di video cassette/dvd). In alcuni ambiti la fisicità dei prodotti perde molto della sua importanza, mentre acquista valore di relazione la sfera immateriale, di contenuto e di servizio che fa da complemento determinante a qualsiasi tipo di offerta.”

La pubblicità su piattaforme digitali pesa già oggi (2007) complessivamente quasi il 12% del totale advertising (superando il miliardo di euro) ed è destinata ad aumentare rapidamente questo peso, viste le dinamiche elevate in atto su tutte le 3 piattaforme digitali – Internet, Mobile, Digital Tv (superiori al 30%).

Le vendite su canali digitali continuano a pesare poco, poco meno dell’1% del totale vendite retail. E’ l’effetto di due fattori: il primo è la già ben nota difficoltà nel far decollare l’eCommerce; il secondo è il ruolo ancora praticamente nullo – come già messo in evidenza – delle altre due piattaforme digitali, Mobile e Tv.

E’ ben più difficile calcolare il peso dell a vendita di contenuti e servizi digitali tramite canali digitali, dal momento che è difficile anche stabilire rispetto a quali mercati di riferimento tradizionali/offline misurarlo. Focalizzando l’analisi sui seguenti mercati – giochi, musica, stampa cartacea, tv/video/cinema – stiamo parlando di un’incidenza dei contenuti digitali di circa il 29%.

Il peso delle diverse componenti è molto diverso da piattaforma a piattaforma: su Internet, è l’eCommerce a svolgere il ruolo principale, anche se la componente pubblicitaria sta crescendo molto negli ultimi anni, aumentando il proprio peso; minore è invece il ruolo dei contenuti/servizi premium per l’annosa difficoltà a far pagare gli utenti Internet; sul canale Mobile, sono, invece, proprio i contenuti premium a svolgere il ruolo principale (infotainment, video, giochi, suonerie, servizi di community, ecc.); inizia a crescere il ruolo della pubblicità, di pari passo con una maggiore diffusione dei terminali più multimediali, mentre rimane marginale il peso dell’M-commerce; anche sulle piattaforme televisive digitali, prevale il peso dei contenuti premium (come effetto in primis della spinta di Sky fatta negli ultimi anni), mentre è ancora piccolo il peso della pubblicità (destinato a crescere solo in relazione all’avvicinarsi dello switch-off e ben poco interessante – oggi e in futuro (almeno nel breve termine) il T-commerce.

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Autore: ITespresso
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