Smau: Startup in crescita, ma serve più coraggio sugli investimenti in Italia

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La seconda edizione del progetto “The Italian Startup Ecosystem: Who’s Who”, che Italia Startup e gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano hanno presentato a Smau 2014, evidenzia un numero crescente di startup ma anche investimenti ancora lenti. Calano gli investitori istituzionali, crescono i business angels

L’ecosistema delle startup mostra una cescita nel nostro Paese: tra il 2013 e il 2014 i numeri delle startup innovative hanno visto una espansione così come gli investimenti complessivi, ma a un ritmo ancora troppo blando, se paragonato al resto d’Europa. Tra il 2013 e il 2014 si stiama un calo dei cosiddetti investitori istituzionali, a favore di business angels, family officies, incubators and accelerators. Infine, tra il 2012 e il 2013 cresce la quota di investimenti destinata al Sud Italia e Isole.

E’ questo il quadro emerso dalla seconda edizione del progetto  “The Italian Startup Ecosystem: Who’s Who” che Italia Startup e gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con Smau, Cerved Group e con il supporto istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico, hanno presentato durante la cinquantunesima edizione di Smau a Milano.

Rispetto allo scorso anno la mappa è stata ampliata per includere nuovi attori quali, Bandi, piattaforme di Crowdfunding, Fablab, Hackathon e Corsi di formazione imprenditoriale.Total investment in hi-tech startupsdistribution of investments by investor type
Più che raddoppiate le startup innovative, che registrano un incremento del 120% passando da 1227 nel 2013 a 2716 nel 2014, mentre le startup finanziate crescono del 74% passando da 113 nel 2013 a 197 nel 2014.

La ricerca evidenzia per il 2013 investimenti complessivi (sia da investitori istituzionali sia da business angel, family office e venture incubator) in startup hi-tech in crescita del 15% sul 2012 per un valore di 129 milioni di euro contro i 112 milioni dell’anno precedente.

Una cifra che rimane in valore assoluto ancora bassa se confrontata con quella relativa ad altri paesi: in Italia si investe in startup hi-tech un ottavo rispetto a Francia e Germania, un quinto rispetto al Regno Unito e poco meno della metà rispetto alla Spagna.distribution of investments by region
Si stima per quest’anno un calo degli investimenti, che dovrebbero riassestarsi sui 110 milioni di euro, dovuto, in buona misura, alla chiusura dei fondi con target di investimento sul Sud Italia.
Al tempo stesso però si registra un netto incremento del ruolo svolto dagli investimenti fatti da soggetti non istituzionali – business angel, family office, acceleratori and incubatori: l’apporto di questa tipologia di investitori è in costante crescita dal 2012 ad oggi, fino ad arrivare ad un peso del 50% degli investimenti stimati per il 2014. Gli investimenti in startup hi-tech sono diminuiti del 15% nel 2014, dai 129 milioni del 2013 ai 110 di quest’anno. Sono aumentati del 17% gli investimenti da parte di business angel, family offices e incubatori e acceleratori (per un totale di 55 milioni), e diminuiti del 33% quelli provenienti da investitori istituzionali (altri 55 milioni).

“Gli investitori cosiddetti istituzionali hanno un ruolo di continuità importante nel sostegno alle giovani imprese innovative. Le banche – spiega Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startuphanno iniziato a fornire prestiti rilevanti, di medio termine, alle startup, grazie al fondo di garanzia statale, pari a quasi 100 milioni di euro. E le startup intanto crescono: sono più che raddoppiate in 1 anno quelle iscritte al registro dedicato presso le camere di commercio e sono quasi raddoppiate quelle che hanno ricevuto investimenti in equity”. Startup

Si è riscontrato all’interno di tutte le componenti dell’ecosistema un buon fermento, che sta contribuendo, a nostro avviso, a generare un circolo virtuoso complessivo. In particolare aumentano le startup innovative (+120%), le startup finanziate (+74%), gli “institutional” investitor (+16%), le startup competition (+58%), le online resources and communities (+35%). In secondo luogo si rileva una dinamica positiva in tutte le fasi del ciclo di vita di una startup, dalla sua nascita fino allo sviluppo e poi all’exit“, afferma Andrea Rangone, Responsabile degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano e Consigliere di Italia Startup.

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