Software e servizi: pronti, attenti, stop

Aziende

In Italia la componente Software e Servizi ha un peso che sfiora il 70% dell’intero mercato informatico.

Solo sfumature, per il resto una cosa è certa; i principali analisti di mercato sono concordi nel dire che le performance del mercato del software e servizi hanno toccato forse il punto più basso nel corso del 2003. O meglio: il software ha più o meno tenuto mentre i servizi sono andati in caduta libera. Risultato: l’aggregato ha dato il peggio di sé. E anche per il 2004 non si intravede niente di entusiasmante o brillante, ma neanche di drammaticamente tragico. Molto probabilmente il 2004 sarà quasi una fotocopia del 2003, con qualche segnale positivo. Annamaria di Ruscio, partner di NetConsulting, di seguito fa un’ampia e completa disamina del mercato, basandosi sui risultati del Rapporto Assinform, analizzando le singole componenti del mercato, la sua struttura, le dinamiche che lo hanno caratterizzato nel 2003 e, alla luce di questi risultati, traccia la possibile evoluzione per l’anno in corso. Accanto a questa esaustiva panoramica gli autorevoli pareri di Meta Group, NextValue e Sirmi.

“Nel 2003, ha dichiarato Annamaria Di Ruscio, il segmento del software e dei servizi di It è diminuito nel suo complesso, rispetto alla crescita contenuta dello scorso anno. Ha raggiunto a 13.378 milioni di euro, con una diminuzione del -2.2%. Nel 2002, si era registrata invece una crescita del 3.3%. Tuttavia, a causa del forte calo dell’hardware, il suo peso percentuale sul mercato It totale è passato dal 68.3% del 2002 al 68.9% del 2003. Ma l’elemento di maggior rilievo consiste nella completa diversità tra le dinamiche del software e quella dei servizi registratesi nel 2003. Difatti, mentre il segmento del software sostanzialmente “ha tenuto”, superando di poco i 4 miliardi di euro, con una crescita del 2,2%, il comparto servizi ha registrato una diminuzione secca del 4,0% (con 9.371 mln euro) e ha ridotto il suo peso percentuale sul segmento software e servizi (dal 71.3% del 2002 al 70%), sia sul complessivo mercato It (dal 48.7% al 48.3%).

Il software di sistema è migliorato sensibilmente rispetto allo scorso anno, malgrado le performance dell’hardware cui è strettamente connesso. Sono stati rilasciate nuove versioni di sistema operativo, con garanzie di maggiori performance e affidabilità, che hanno spinto le aziende a investire. Si è ridotto il fenomeno della pirateria, grazie soprattutto ad alcune iniziative, anche istituzionali di sensibilizzazione, che prevedevano modelli di licenza agevolati per le piccole e medie imprese, dove questo fenomeno è particolarmente accentuato. La diffusione di soluzioni, sempre nelle Pmi, ha spinto verso sistemi adeguati a supportare lo sviluppo della piattaforma applicativa. Il middleware, seppure appesantito nelle performance, comunque, ha continuato a raccogliere grande interesse da parte della domanda. In particolare per quanto riguarda: o Prodotti di security, uno fra i pochi temi di traino del mercato; o Soluzioni di network e system management; o Soluzioni di business intelligence, seppure in misura più contenuta rispetto allo scorso anno, sempre più spesso trainate da soluzioni di Erp estese e che interessano ormai non più solo l’area dei sistemi informativi ma, sempre di più, le altre divisioni all’interno delle aziende (di grande e medio-grande dimensione), anche a causa, o per meglio dire “grazie, alla crisi economica. Quest’ultimo fattore ha comportato, per i vendor, la necessità di interfacciare nuove e più numerose figure all’interno delle aziende utenti, con misure di riqualificazione delle proprie forze commerciali (in profili di accounting), che non sempre hanno avuto successo o si sono pienamente conclusi. o Gli application server hanno attirato una maggior attenzione, come risposta a serie problematiche di integrazione applicativa, tema questo che vediamo di grande interesse per il 2004. o Il mercato dei database ha registrato dinamiche contenute, da mercato maturo. I valori di questa componente di mercato sono stati ulteriormente depressi dal cambiamento delle modalità di pricing, basate su processore, che a parità di volumi, ha portato minore valore. Anche in quest’area, ha prevalso una logica di mantenimento dell’esistente, con razionalizzazione delle piattaforme e architetture pregresse. Il software applicativo, tutto sommato, “ha tenuto” con un +2,4% rispetto al +4% del 2002. Anche in questo caso, però, abbiamo degli andamenti differenti tra i vari comparti. o Buona la dinamica dei prodotti Erp più che dei gestionali, anche se abbiamo registrato degli andamenti molto diversi tra i player dei due segmenti. Sono risultati maggiormente premiati dalle aziende utenti quei fornitori che: si propongono con soluzioni di Erp esteso; hanno sviluppato un’offerta verticalizzata; hanno sviluppato un’offerta ritagliata per le Pmi; hanno lavorato molto per qualificare il canale. o Un buon interesse abbiamo riscontrato nei prodotti di Scm, soprattutto di quelli verticalizzati su alcuni settori quali Retail, Food individuale. o Rallentamento del comparto Crm; tenuta della componente analitica ma, in ogni caso, progetti molto contenuti in termini di spesa allocata. o Rallentamento del software verticale, soprattutto nel segmento industria, in qualche modo vivacizzato dal segmento bancario; o Le soluzioni di Cad/Cae/Cam e Plm hanno subito solo una leggera flessione, dovuta esclusivamente a esigenze di contenimento dei costi. L’offerta di tali soluzioni per il settore industriale ha ancora un forte successo, anche perché è riuscita a configurarsi in modo tale da essere particolarmente adatta anche alle Pmi, che in Italia rappresentano un bacino di utenza particolarmente ampio. Le aree su cui si sono concentrati gli investimenti nel 2003 hanno riguardato soprattutto il Lifecycle Management per la gestione dei dati di progettazione, in particolare per l’edilizia parametrica. Punto di forza di queste soluzioni, inoltre, è stata l’assoluta integrazione con le soluzioni di Erp, per una ottimizzazione di tutte le informazioni a supporto del ciclo di produzione di un prodotto. In generale da tutto il comparto del software applicativo ci attendiamo dei begli andamenti per il 2004, in particolare per la fascia Pmi.

È il segmento che già da due anni soffre di più. Il 2003 è stato un anno pesante, ma con un momento di picco negativo toccato tra il 2° ed il 3° trimestre dell’anno. Già nell’ultimo trimestre si sono registrati dei fenomeni positivi. La ragione del -4% è rappresentata da almeno due classi di fattori: o il primo rappresentato da una domanda estremamente cauta e selettiva negli investimenti, che ha teso a rimandare tutto quanto non fosse assolutamente necessario, urgente o dimostrabile al Top Management, che ha risposto fin troppo bene o addirittura ha fomentato, la corsa al downpricing selvaggio delle tariffe professionali. Tariffe che hanno subito un calo dal 20% addirittura al 40%, ma che nell’ultimo trimestre del 2003 sembra abbiano rallentato la loro discesa le tariffe sono state anche influenzate dal ricorso a professioni offshore; o il secondo fattore è costituito dalla debolezza del sistema di offerta, che vive sotto la costante pressione di troppi “Must” da eseguire. Un sistema che, per rimanere competitivo e sopravvivere deve: rispondere con una nuova value chain d’offerta; riconfigurare il proprio modello di go-to-market; riqualificare le proprie forze di vendita; cambiare il proprio sistema di alleanze e di partnership; saper veicolare ai suoi clienti e prospect il valore aggiunto e distintivo della propria proposizione d’offerta; essere flessibile e capace di execution. Tutte cose che, purtroppo, nel 2003 non è stato sempre capace di fare. I motivi sottostanti gli investimenti sono stati: o progetti di consolidamento dei sistemi e delle soluzioni per ridurre i costi e la complessità, aumentare la flessibilità e l’efficienza, o per integrare SI diversi come nel mondo bancario; o integrazione applicativa a tutti i livelli (dai DB alle soluzioni), con approcci diversi: dai portali, agli application server, ai web services; o progetti sicurezza, comuni a tutti i principali settori. A diminuire sono tutti i comparti, eccezion fatta per l’Outsourcing che beneficia: a) di un grande interesse per: o l’Application Management, ormai diffuso in tutti i comparti settoriali e in tutte le aree applicative, siano esse orizzontali che verticali; o per il Desktop e Network Management, strumenti ormai accreditati per la gestione della complessità, che hanno visto anche qualche grande contratto nel corso dell’anno. Il Desktop Management è ormai evoluto da tradizionale servizio di manutenzione multivendor a contratto che contempla una più ampia gamma di servizi, quali asset Il Network Management è caratterizzato da una dinamica estremamente positiva in quanto legato alla significativa diffusione ed estensione delle reti aziendali, così come all’importanza strategica della rete; appare, inoltre, correlato al segmento Desktop Management insieme al quale è ormai riconosciuto ed accreditato come uno dei principali strumenti per la gestione della complessità aziendale. b) di un iniziale interesse (degno di essere monitorato) per: o lo Storage Management; c) in prospettiva ci aspettiamo anche il recepimento da parte della domanda di proposte di Security Management, malgrado la delicatezza del tema. d) Scarso interesse abbiamo rilevato, invece, per i servizi di Full Outsourcing e di un ridimensionamento delle proposte di hosting e housing e, in particolare, dei prezzi correlati. e) L’Asp rimane un fatto marginale, con casi isolati. I segmenti della Consulenza, della Systems integration e dello Sviluppo e Manutenzione sono quelli che più direttamente risentono non solo della cautela negli investimenti quanto, soprattutto, del calo drastico delle tariffe, soprattutto di quelle di fascia bassa ma anche di quelle di fascia più elevata quando non erano più che evidenti la qualità ed il valore delle risorse offerte. Il segmento Education, invece, oltre che del downpricing ha risentito anche del taglio consistente operato dalle imprese utenti ai budget per la formazione. Tra i fattori di stimolo e di interesse da parte della domanda tutto il filone dell’eGovernment, l’offerta Blended, la formazioni alle figure manageriali, oltre che a quelli tecnologici.

Gli elementi che hanno caratterizzato il mercato software e servizi, la riduzione della domanda e la necessità da parte dei fornitori di ridurre i prezzi delle proprie prestazioni per conquistare comunque clienti con budget ridotti, hanno portato forti sofferenze soprattutto a quei piccoli operatori, con una struttura non in grado di supportare il difficile momento e costrette a fare risultati di breve per sopravvivere. Questa situazione è aggravata dal fatto che il mercato It, in Italia più che in altri Paesi, è caratterizzato da una forte frammentazione dei fornitori presenti, circa 70 mila, la maggior parte dei quali di dimensioni estremamente ridotte (il fatturato medio è di poco superiore ai 265 mila ¤) e incapaci quindi di fare sistema. La contrazione della domanda ha quindi portato a una razionalizzazione del numero di operatori presenti e a una ridefinizione dello scenario, attraverso una nutrita serie di riorganizzazioni, acquisizioni, fusioni e alleanze strategiche volte al rafforzamento di alcune realtà, in termini strutturali e di completamento/ampliamento dell’offerta. In generale, quindi, le aziende It si sono mosse in direzioni diverse: o Le aziende che operano sul mercato delle grandi imprese hanno costruito offerte rivolte anche alle Pmi, per ampliare il proprio bacino di riferimento e la base di mercato su cui spingere; o Si è accentuato il trend, già evidente nel 2002, verso acquisizioni e concentrazioni a livello internazionale e locale, non solo tra piccole aziende, ma anche e soprattutto tra grandi gruppi, per configurare una filiera lunga di offerta che integra al proprio interno moduli di prodotti e servizi tra loro complementari, compresa la consulenza; o Si sono strette forti partnership per integrare competenze diverse e aggredire i mercati verticali; parallelamente sono stati rivisti i modelli di go-to-market, orientati all’accounting piuttosto che sul semplice selling. Queste azioni, tuttavia, hanno generato in molti casi difficoltà finanziarie ed economiche, già visibili in tanti bilanci, ma, nello stesso tempo, hanno generato nuove sfide per i partner di canale, cui viene assegnato un nuovo ruolo che richiede un forte re-skilling. Tutto il segmento ha sofferto e non sono state registrate performance significative dei fatturati (a parte quelle che risentono di deal particolari). Tuttavia, a farne le spese, più dei grandi gruppi, sono state le piccole realtà, che oggi devono riuscire a fare risultati per recuperare efficienza e non correre il rischio di scomparire. Quello che è certo, oggi, è che il mercato si sta sempre più concentrando nelle mani di pochi grandi gruppi. Infatti, nonostante un calo della quota di mercato relativa ai primi grandi operatori rispetto al 2001, dove avevano giocato un ruolo determinante l’assegnazione di grandi progetti, i primi cinque gruppi continuano a detenere circa il 42% del mercato totale e sembra ci siano le premesse perché questa oligarchia possa intensificarsi.

Il mercato del software e dei servizi sta diventando un mercato sempre più maturo, da cui quindi non è più possibile aspettarsi, anche per il futuro, crescite a due cifre come agli inizi del 2000. Fatta questa premessa, è comunque positivo notare come le aziende, già a fine 2003, abbiano ricominciato a pensare a un ritorno all’investimento in It, non solo per l’impossibilità di posticipare oltre interventi non effettuati nei mesi precedenti, ma proprio perché attente alla perdita di competitività ed efficienza derivanti da una mancata pianificazione e ottimizzazione dei sistemi. Il mercato dei servizi, cui si è chiesto molto, dovrebbe tornare a crescere, grazie al ritorno di nuovi progetti applicativi e a una minore pressione sulle tariffe. I driver della domanda saranno il consolidamento e la razionalizzazione dei sistemi esistenti, attraverso anche la creazione di un’infrastruttura integrata. La Sicurezza diventerà una delle aree a maggiore investimento, anche grazie a una maggiore consapevolezza delle imprese, sempre più disposte a strutturare veri e propri piani di protezione dei sistemi, anche in ottica di Business Continuity. Il rifacimento di molte applicazioni obsolete o l’introduzione di nuove applicazioni in un’ottica di integrazione sempre più spinta e di governance complessiva dei sistemi informativi sarà la chiave per lo sviluppo di soluzioni extended Erp, che integrano moduli di Crm, Business Intelligence, Knowledge Management e Data Warehouse. L’integrazione applicativa sarà uno dei temi dominanti, a causa dell’esigenza di ottimizzare le applicazioni presenti, sia con modalità “Application to Appli cation” o punto a punto, sia con l’integrazione a livello dati, sai con l’uso di hub o broker. È prevista, inoltre, una maggiore attenzione ai servizi di Outsourcing, in ottica selettiva, per l’esternalizzazione di componenti che richiedono la razionalizzazione dei sistemi e che richiedono troppe competenze interne. Accanto a queste, dovrebbe cresce l’interesse verso l’esternalizzazione di parti di infrastruttura ancora gestite internamente ma che diventano sempre più strategiche per la gestione, come lo storage. Infine, conclude Annamaria Di Ruscio, si dovrebbero iniziare a vedere in modo più diffuso, progetti di mobility, sia su Sfa, sia, più in generale su mobile workers”

Autore: ITespresso
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