Software per smascherare i falsari

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A decretare se si tratti di un’opera d’arte o di una riproduzione, sarà un algoritmo per l’autenticazione degli originali. Un software a prova di critico d’arte

Chissà se a Livorno a valutare i (falsi) Modigliani ritrovati, invece di famosi critici d’arte, fosse stato operativo il software adesso realizzato da alcuni ricercatori del Dartmouth College del New Hampshire: si sarebbe smascherata subito quella gogliardata? È difficile a dirsi dopo tanti anni, certo che all’epoca fece scalpore l’errore grossolano e la superbia di tante “firme” tra i critici più prestigiosi pronti a giurare sull’autenticità di quei falsi Modigliani. Ora giungeràin aiuto dell’autenticazione un algoritmo che, invece della spocchia intellettuale allora attribuita dai media ai critici presi in castagna, opererà per smascherare le vere croste dai falsi d’autore: dedicato in particolare a dipinti, stampe e disegni, e quindi non alle sculture, il software impiega immagini digitalizzate delle opere da analizzare e si cimenta in automatico sulle pennellate, i fingerprint artistici e altre caratteristiche del dipinto, per verificare se si sposano o meno con lo stile dell’artista. Testato sulla “Madonna con bambino” del Perugino, il software ha permesso di stabilire “con certezza matematica” l’aiuto di allievi nella opera dell’artista umbro. Ora rimane lo scetticismo degli esperti d’arte a cimentarsi con un rivale informatico, per non perdere smalto di fronte ad un algoritmo.

Autore: ITespresso
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