Solaris verso l’open source

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Jonathan Schwartz, ceo di Sun Microsystems, annuncia l’intenzione di rendere Solaris open source. Anche se non vengono forniti tempi e dettagli.

Le dichiarazioni del ceo di Sun Microsystems hanno sorpreso il mondo dell’informatica, dato che proprio Schwartz da mesi, e anche recentemente, aveva fatto della sua politica di non usare Linux il proprio fiore all’occhiello. Evidentemente la situazione è cambiata e l’importanza che Linux sta assumendo, ha indotto anche i più recalcitranti a prenderne atto. Schwartz non fornisce dettagli in proposito, né in merito ai tempi, né rispetto alla politica di licenze. Ma ha lasciato intendere che l’apertura di Solaris all’open source avrà costi minori delle proposte di Red Hat e di Microsoft e non sarà caratterizzata da confusione rispetto alla distribuzione, come, secondo lui, avviene oggi, nel mondo Linux. La svolta di Sun intende allargare le possibilità del sistema Solaris, aprendolo evidentemente anche alle architetture x86, e conseguentemente anche a tutti gli sviluppatori che lavorano su queste piattaforme, e pure a Intel e Amd che proprio per questo settore stanno impegnando notevoli investimenti. Nelle sue dichiarazioni, Schwartz ha anche introdotto una nuova politica di prezzi per lo storage e i servizi. Come era già avvenuto nella divisione software, ora anche in questi altri ambiti si parla di costi legati all’uso, in particolare di quote mensili calcolate in base al numero dei gigabyte impiegati, con un contratto di utilizzo triennale. Il nuovo sistema di pricing, come l’annuncio di Solaris verso l’open source, sono le carte che Sun intende giocare per riconquistare quote di mercato all’interno del settore server.

Autore: ITespresso
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