Solo un italiano su cinque riesce a lavorare fuori ufficio

Management
Lo smart working aumenta la produttività, ma allunga l'orario
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Il lavoro agile piace agli italiani, ma solo il 19% riesce a svolgere mansioni lontano dall’ufficio. Citrix analizza la diffusione dello smart working in Italia, fra vantaggi e timori

Spopolona i dispositivi che ci consentono di restare sempre connessi, a prescindere da dove ci troviamo, ma recarsi in ufficio, rimane un must quasi irrinunciabile.
Da un’indagine di Citrix condotta da ContactLab, risulta che l’81% degli italiani sarebbe interessato a una forma di lavoro agile, lontano dall’ufficio, ma solo il 19% riesce a svolgere le sue mansioni da casa o da remoto. La maggior parte dei lavoratori si scontra con ostacoli più o meno insormontabili (il 48% teme di non avere a disposizione strumenti efficaci), mentre solo un italiano su cinque riesce ad esaudire il desiderio di un lavoro agile.

Sfiora il 10% la percentuale di aziende italiane dove è prevista la modalità di lavoro agile o smart per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla mansione svolta o da situazioni lavorative. Quando si richiede in azienda una soluzione flessibile, il 32% delle aziende è propensa a trovare una soluzione. Complessivamente, il 39% delle aziende offre questa possibilità.

I dipendenti che, senza successo, hanno fatto domanda di lavorare in modalità flessibile sono il 18%, mentre nelle aziende in cui lo smart / flexible working è possibile, il 50% dei lavoratori sta sfruttando questa possibilità, anche se con una bassa frequenza media (9 volte al mese).

Citrix analizza la diffusione del lavoro agile o flessibile in Italia
Citrix analizza la diffusione del lavoro agile o flessibile in Italia

A livello culturale esistono ancora molte resistenze verso forme di lavoro basate più sul raggiungimento di obiettivi concordati che sul numero di ore trascorse in ufficio” spiega Benjamin Jolivet, Country Manager di Citrix Italia. “Questo ha a che fare da una parte con una classe dirigente ancora appartenente alla vecchia generazione, dall’altra con un sotto-utilizzo delle tecnologie oggi a disposizione.”

In Citrix siamo convinti che l’ambiente di lavoro sarà sempre più ‘software-defined’ ovvero sempre più definito dall’efficacia del software in uso” precisa Jolivet: “Per questo il nostro focus è quello di offrire workspace mobili che consentano a chiunque di svolgere al meglio le proprie mansioni da qualsiasi luogo in maniera sicura ed efficace, garantendo sempre la migliore esperienza all’utente”.

Sebbene in Italia il lavoro flessibile sia una realtà ancora non comune, l’interesse degli intervistati risulta molto alto: l’81% dei lavoratori, infatti, lo giudica un’opportunità decisamente interessante.
A livello di percezione generale, il lavoro smart o agile si adatta soprattutto alle esigenza della sfera personale e familiare (27% degli intervistati), e solo il 7% del campione lo associa a necessità professionali. Lo dimostra il fatto che le figure più adatte a usufruire del lavoro agile, sono i genitori con figli piccoli (62%), le donne (60%) e le mamme con figli piccoli (59%). Ciò è confermato dall’ambito domestico in cui si svolge per lo più il lavoro in modalità smart o agile (67%).

Nonostante la penetrazione del mobile sia stata molto elevata e molto veloce in Italia, le aziende sono rimaste legate a una cultura che di fatto identifica il posto di lavoro con il luogo di lavoro” spiega Jolivet “Le cose però sono destinate a cambiare, perché le nuove generazioni di lavoratori sono abituate a vivere connesse e a lavorare in modi e tempi molto diversi da quelli che siamo abituati a conoscere. Citrix offre proprio la tecnologia e le soluzioni per abbattere le barriere tecnologiche e culturali che vedono nel lavoro agile una minaccia alla produttività“.

Il lavoro da casa o comunque da remoto viene vissuto come un’esperienza molto positiva per chi ne usufruisce: per il 78% dei lavoratori intervistati, infatti, la condizione lavorativa ha risvolti positivi, in netto miglioramento.

I vantaggi sono legati alla dimensione del tempo per sé e per la famiglia: per l’87%, infatti, il lavoro flessibile permette di ridurre il tempo perso negli spostamenti; per l’86% consente di bilanciare al meglio lavoro ed esigenze personali, per l’83% offre più tempo da dedicare a se stessi o agli altri.

Il 48% degli intervistati teme di non disporre di strumenti altrettanto efficaci e potenti di quelli adottati in ufficio, e una simile quota di intervistati teme le difficoltà legate alla sfera relazionale (51%), più complicata da coltivare lontani dal luogo di lavoro. Il 54%, infine, teme un crollo della produttività legato alle distrazioni legate all’ambito familiare e domestico, invece il 44% teme di non riuscire più a separare ambito lavorativo e sfera privata.

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Autore: ITespresso
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