Soluzioni per comunicare

Aziende

Accesso remoto strumenti, mercato e tendenze

Trasferire dati e informazioni, comunicare da postazioni differenti senza doversi muovere fisicamente, realizzare soluzioni che rendano possibile il collegamento tra apparecchi diversi. Un mercato di ampie proporzioni che sta sempre pi diventando fondamentale e che tutti gli analisti considerano il protagonista del futuro, con notevoli possibilit di crescita. Non un caso che proprio in questo settore ci sia un notevole fermento, soprattutto tecnologico, con continue e rapide evoluzioni, piccoli e grandi passi verso una societ della comunicazione e dellinformazione, che sta diventando una realt quotidiana. Questo articolo intende approfondire la situazione dei mercati relativi a questo settore, che comprende modem, router, hub e sistemi per videoconferenza. Mercati per lo pi in forte crescita, come indicano le indagini e le previsioni degli analisti, molto influenzati e dipendenti dallinnovazione tecnologica. Ci che emerge da analisi, previsioni e dati attuali un mercato in sicuro fermento, che determiner anche significativi cambiamenti e trasformazioni, verso un nuovo modo di lavorare, comunicare e apprendere. Speriamo in meglio. Ma questo dipender esclusivamente da noi la tecnologia non n buona n cattiva. Pu essere solamente utile.

Parlare di modem significa introdurre un argomento di vastissime proporzioni. In questo ambito rientrano, infatti, apparecchi che utilizzano tecnologie molto diverse tra loro. Ci sono i modem analogici, quelli isdn e i cable modem; tra gli analogici ci sono quelli interni, la maggioranza oramai, e quelli esterni, in forte diminuzione. Analizziamo per primo il mercato europeo dei modem analogici, che nel 2000 era composto da circa 12 milioni di pezzi, con in testa le unit interne, seguite da quelle esterne e quindi dalle pc card, cio le pcmcia card inserite allinterno di notebook. Secondo Idc, i modem esterni subiranno una decisa contrazione entro il 2005 a favore di quelli interni dagli oltre 3 milioni e mezzo di pezzi si passer ai 1.433.000 del 2005, mentre gli interni passeranno dagli oltre 7 milioni del 2001 a pi di 11 milioni nel 2005. Secondo questa indagine sono destinati pressoch alla scomparsa le pc card, che nel 2005 saranno solamente 58mila pezzi. In Italia, landamento pressoch uguale con un incremento totale del 2%, a favore soprattutto degli esterni. Nel dettaglio la crescita nellambito degli interni sar del 13,9%, mentre esterni e pc card scenderanno rispettivamente del 21,8% e del 40,4%. Vediamo ora i dati forniti da Idc per quanto riguarda le quote di mercato dei vendor, considerando la totalit del mercato dei modem analogici. Sono dati riferiti al 1999 e al 2000. Gvc nel 2000 ha conquistato il primo posto raggiungendo il 15,8% del market share, seguita da Us Robotics con il 14,3% e da E-Tech con il 10%. Interessante il balzo fatto da E-Tech che nel 99 occupava appena il 6 posto con una quota del 5,7%. Scompare il marchio 3Com, uscito da questo settore, che nel 1999 era in testa alla classifica con oltre il 25% del mercato. Ci ha naturalmente portato a grossi fermenti tra i vari competitor, che hanno visto crescere le opportunit di mercato. Le trasformazioni del settore saranno soprattutto dovute dallavvento delle nuove tecnologie di accesso remoto, come dallaffermarsi di tecnologie quali isdn, cable modem, adsl e sdsl, nonch dai prodotti di accesso wireless in remoto.

La sigla isdn sta per integrated services digital network. Sono apparecchi che consentono la trasmissione veloce di informazioni, video e voce. Attualmente esistono due sistemi di connessione al network bri (basic rate inteface) e pra (primary rate interface). Quello prevalentemente usato in Europa il primo, che offre due canali di tipo B a 64kbit/s che possono essere usati simultaneamente e indipendentemente luno dallaltro, e un canale a 16kbit/s. Nellanalisi effettuata da Idc per il mercato europeo si prende in considerazione la fascia dei modem isdn bri terminal adapter (ta). Nel 2000 il mercato cresciuto del 17% raggiungendo un totale di 5,6 milioni di pezzi, una crescita in realt considerata inferiore alle aspettative, a causa della forte espansione della tecnologia dsl in molti paesi europei e, contemporaneamente, alla contrazione avvenuta nel mercato principale, cio quello tedesco, che da solo rappresenta il 58% degli apparecchi venduti. Oltre alla Germania, i paesi con la maggior diffusione dei modem isdn sono lInghilterra, lOlanda, lItalia e la Svizzera. Queste nazioni, assieme alla Germania, rappresentano l81,4% del mercato. Un mercato, tra laltro fagocitato dal marchio Avm, che nel 2000 deteneva il 52,2% contro Eicon a quota 14,1%, seguito da Asuscom con il 6,8% e da tutti gli altri con piccole quote, che rappresentano di fatto nicchie di mercato. Non possibile ancora considerare il valore di Us Robotics, che nel 2000 ritornata a essere una societ indipendente grazie alle linee di prodotto di modem analogici e isdn di 3Com, che ha lasciato questo genere di produzione e realizzato lo Spin-off. Unaltra importante defezione quella di Teles, che nel 99 deteneva oltre il 10% del mercato e che nel 2000 scesa al 4,2%, perch ha deciso di focalizzare le proprie attenzioni sulla tecnologia skyDsl, basata sullimpiego del satellite. Interessante anche ci che avvenuto dal 99 al 2000 rispetto alla suddivisione del tipo di apparecchi isdn interni, esterni e pc card. Nel 2000 gli interni sono scesi al 59% del totale contro il 73% dellanno precedente; salgono, invece, gli esterni, cresciuti considerevolmente, del 77%, raggiungendo una quota del 33% sul totale. Piccolo balzo dei dispositivi pc card che passano dal 6 all8%. Per quanto riguarda i mercati pi attivi, lItalia tra i paesi a maggior crescita dal 99 al 2000, superata da Portogallo e Grecia, ma con un giro daffari decisamente pi elevato 44,7 milioni di dollari contro i 2,9 e 2,7 degli altri due paesi. Nel nostro paese il marchio pi diffuso Asuscom che detiene il 41% del mercato (2000), seguita a molta distanza da Eicon con una percentuale di poco superiore a 11. Tra le voci che hanno dato e stanno dando ancora fastidio al mercato dei modem isdn, c il settore dei cable modem, che in Europa nel primo semestre del 2001 cresciuto del 33% rispetto al 2000, passando da 500mila pezzi a oltre 670mila. Un mercato che tutti considerano in forte crescita, tra i pi attivi nei prossimi anni, con tassi di espansione e penetrazione piuttosto interessanti anche in Italia, pur essendo oggi ancora fanalino di coda. A livello europeo si tratta di un mercato che nella prima parte del 2001 ha totalizzato oltre 51 milioni di dollari di fatturato. I paesi pi interessati al fenomeno sono Olanda, Francia e Belgio. Cisco occupa la quota di mercato pi elevata con il 34,6%, seguita da Terayon, con il 13,8%, e a ruota da Motorola, che ha ottenuto il 13,3%. Cisco lunico marchio attualmente presente in Italia nel settore dei cable modem. Ci si aspetta quindi un forte fermento nei prossimi anni, quando anche da noi si affermer questo tipo di tecnologia, che permette trasmissioni molto veloci di qualsiasi tipo di dato. I dati del terzo trimestre 2001 raccolti da Gartner Dataquest sono, invece, meno incoraggianti a livello mondiale. Il mercato dei cable modem scende sia in termini di fatturato che numerici. in diminuzione di circa il 3,2% nel numero di pezzi, attestandosi a quota 2,5 milioni di apparecchi con un fatturato di 289 milioni dollari, in discesa del 13%, dopo aver gi conosciuto nel secondo trimestre un calo del 4%. Lerosione del fatturato per Gartner da attribuirsi non solo alla forte competizione dei vendor, ma soprattutto alla dominanza della tecnologia Docsis/euroDocsis che sta diventando lo standard a livello mondiale e che responsabile delluscita dal mercato di diversi produttori.

Un mercato altrettanto interessante quello relativo ai router, che viene diviso in diversi segmenti dagli analisti fascia high end, high end protocol, midrange, low end e soho. Secondo le analisi di Idc, in Europa il settore crescer mediamente dell8% fino al 2005, con un fatturato che dovrebbe passare da 3,6 miliardi di dollari a 4,5 e un aumento considerevole di pezzi venduti, che raggiunger una quota superiore a 1.300.000 dai circa 919mila del 2000. Lanalisi evidenzia, in particolar modo, le diverse caratterizzazioni dei singoli mercati, dove i service provider si orienteranno verso limpiego di router piuttosto costosi, facenti parte del segmento high end, mentre il piccolo ufficio si orienter verso lacquisto di router del segmento soho, meno costosi e sofisticati. Differente sar, invece, landamento dei segmenti midrange e low end, che si prevedono stabili se non addirittura in diminuzione, a causa della concorrenza delle ben basate su swiych. I mercati pi rilevanti in Europa sono quelli di Regno Unito, Germania e Francia che globalmente incamerano il 55% del mercato. In Italia il settore dovrebbe crescere nellordine dell8% fino al 2005 con in testa la fascia dei router high end, con una crescita media del 24% come cagr, ma di dimensioni notevolmente inferiori rispetto al mercato soho, che occupa la fetta pi grossa del settore, grazie soprattutto al continuo aumento degli accessi a internet nelle piccole aziende e nel business home. In questo caso la crescita a livello cagr dell11,4%. A livello europeo, la situazione sostanzialmente simile con il segmento soho che rappresenta il 61% del mercato, affiancato da una piccola percentuale, pari al 2%, dei router high end. Gli altri segmenti sono raggruppati tra loro e rappresentano il 37% del mercato. In termini di valore, per, la situazione si ribalta, dal momento che le soluzioni high end hanno costi decisamente maggiori rispetto a quelle soho. E infatti abbiamo un 35% di fatturato derivato dalla fascia pi alta, mentre il soho rappresenta l11%. I dati relativi al terzo trimestre 2001 raccolti da Gartner Dataquest anche in questo caso rilevano un periodo difficile, con un mercato in flessione rispetto al primo trimestre, di circa il 6%, a fronte di un fatturato sostanzialmente stabile, in lievissima diminuzione. Ma non sappiamo quanto questo possa realmente dare un segnale di difficolt del mercato per il futuro, dato che la maggior parte degli analisti condivide lopinione che il 2001 stato un anno di consolidamento dopo un 2000 decisamente fuori della norma. Cisco il produttore che domina ampiamente questo settore, sia secondo Idc sia per Gartner. Nel primo trimestre 2001, per Idc, Cisco ha conquistato il 50% del mercato e circa l84% del fatturato. Tra i concorrenti pi vicini, da rilevare ZyXel e Siemens, rispettivamente con quote del 10% e del 9,7%. Ma se guardiamo il fatturato, il competitor che si trova alle spalle di Cisco Juniper, che si sta conquistando un ruolo importante nel segmento dei router di fascia alta. Da qui, ovviamente, il maggior peso a valore dellazienda. Anche in Italia, la situazione non differisce granch da quella europea, con Cisco che fa la parte del leone con il 51,9% per unit, e il 79,5% in valore, seguita da Zyxel. Al terzo posto, per, troviamo da noi Allied Telesyn, orientata su router di fascia bassa e quindi nella classifica a valore posizionata nei posti inferiori. Il periodo valutato da Gartner, il terzo trimestre 2001, vede Cisco sempre in testa con addirittura una quota del 60% in unit e superiore all82% in fatturato. Anche in futuro Cisco viene vista come la principale protagonista del settore. Troppo significativo, infatti, fino a oggi il divario tra questa azienda e gli altri produttori.

Un mercato caratterizzato fortemente dalla tecnologia lan, ma anche destinato a una decisa contrazione secondo le previsioni di Idc, che arrivano fino al 2003. Il settore dei dispositivi lan hub, cio dei device di networking che si assumono il compito di spedire e distribuire le informazioni da una parte allaltra del network, sta attraversando da tempo un periodo difficile, proprio perch scavalcato dallevoluzione della tecnologia lan. Gi dai dati provenienti dallanalisi del semestre 2001, si registra una decisa diminuzione rispetto lanno precedente, del 46,6% in termini di pezzi e del 51,8% come fatturato. In questo periodo si ulteriormente affermato il segmento degli hub 100Mbps fast ethernet che rappresentano oltre il 50% del mercato, con un fatturato che raccoglie il 55,7% del totale. A scapito della tecnologia a 100 Mbps ethernet che prosegue la sua discesa, come del resto, anche se in misura inferiore, quella relativa agli hub a 10Mbps. Le previsioni del periodo 1997/ 2003 di Idc, non offrono grandi prospettive per il futuro, dal momento che la diminuzione del mercato dovrebbe essere ancora evidente, e attestarsi a -22,6% sia per unit che a valore. In Italia potrebbe verificarsi un decremento della met da oltre un milione di unit a circa 530mila pezzi nel 2003. Dati che rispecchiano la globalit del mercato europeo che dovrebbe dimezzare e passare da 16 milioni a circa 8. Entrando nel dettaglio delle tipologie, e osservando il mercato italiano, notiamo che sono i token ring e gli hub di tipo fddi quelli che attraversano la maggiore sofferenza. Nel 2003 dovrebbero registrare una flessione rispettivamente del 47 e del 37%. La fascia che avr landamento migliore quella dei fast ethernet, con una diminuzione di appena il 2%. probabile, infatti, una migrazione dalla tecnologia ethernet a quella fast ethernet, che rappresenter il segmento pi vitale. Nellanalisi del 2001 di Idc si vede chiaramente questa tendenza in tutta Europa il mercato rappresentato per il 52,2% dalla tecnologia fast ethernet, seguita dal 47,3% ethernet e da una piccolissima percentuale pari allo 0,5% dalla tecnologia token ring. A livello dei produttori, in Europa la classifica capitanata da 3Com con il 39% del mercato, seguita a notevole distanza da Allied Telesyn 16,8%, D-Link 16,6% e Accton 9,9%. 3Com in testa anche come fatturato con il 49% del totale contro il 10,9% di D-Link che precede stavolta Allied Telesyn.

Negli Stati Uniti gi una realt. Stiamo parlando del mercato dei sistemi per le videoconferenze, cio di tutte quelle soluzioni che permettono un collegamento audio/ video tra persone situate in differenti luoghi, consentendo in questo modo la partecipazione a eventi senza spostarsi fisicamente e permettendo pure la condivisione di documenti e la partecipazione attiva tra le persone collegate. Secondo lo studio Idc, che prende in considerazione il quinquennio dal 2000 al 2005, il settore destinato a una forte crescita, mediamente del 38%. Nelle aziende, di qualsiasi dimensione esse siano, cresce lesigenza di sfruttare una tecnologia che consente la realizzazione di riunioni, meeting e quantaltro, senza laggravio dei costi di spostamento e senza la perdita di tempo da parte delle persone a causa del viaggio. Anche se in piccola parte, gli attacchi terroristici dello scorso settembre in Usa, hanno dato maggiore risalto alle soluzioni di videoconferenza, che consentivano alla gente di non doversi spostare in aereo da una parte allaltra del paese. Cosa che in quel periodo creava in molti una certa apprensione… ma i benefici di questa situazione, per Gartner non saranno cos a lungo periodo. Certamente il settore crescer nei prossimi anni, ma questa crescita direttamente collegata a una nuova mentalit che deve ancora oggi prendere piede. Le aziende devono rinnovare i propri business plan e investire risorse in favore di queste tecnologie. Allo stesso tempo i service provider dovranno ampliare le proprie capacit, in funzione anche delle applicazioni multimediali, se vorranno cogliere le molte opportunit che il settore offre. Secondo le previsioni di Idc, il mercato destinato a raggiungere una considerevole importanza entro il 2005 con un fatturato che potrebbe raggiungere i 14 miliardi di dollari, in aumento, appunto, del 38%. La maggior parte di questa crescita avverr negli Stati Uniti. Ma, proprio a causa del ritardo dei paesi europei, nel medesimo periodo nel vecchio continente previsto un deciso incremento del settore con un cagr dell87%. A questo risultato contribuiranno le diverse tipologie tecnologiche dai sistemi di conferenza audio/video a quelli di data conferencing, cio soluzioni che consentono non solo lo scambio audio e video tra i partecipanti, ma anche la condivisione di documenti, ai sistemi pi complessi con sempre maggiori possibilit di interazione tra le persone collegate, web based e soluzioni di e-learning. Secondo il rapporto Idc, il fatturato mondiale avr come principali attori le soluzioni di data, web e groupware conferencing con una crescita del cagr del 72%; la teleconferenza crescer circa del 30%, mentre i sistemi per le-learning aumenteranno di oltre il 55%. Incrementi consistenti, quindi, che interessano un po tutte le fasce di mercato. Da considerare, inoltre, che la crescita della tecnologia di videoconferenza sar determinata dallo sviluppo della tecnologia ip networks, come le prossime generazioni di dispositivi wireless e lintegrazione con listant messaging che amplier ulteriormente il mercato creando nuove opportunit. Mentre, al contrario, i carrier che migreranno verso lip networks – una trasformazione che avr inizio proprio da questanno, secondo le previsioni – non avr un peso significativo nel periodo preso in considerazione. Da quanto emerge dallindagine di Idc, il mercato delle soluzioni per videoconferenze, che include tecnologie e sistemi diversi tra loro, senza dubbio un mercato da tenere docchio, con forti opportunit di crescita e con grandi potenzialit tecnologiche. A questo punto c solo da chiedersi se le aziende sapranno cogliere le occasioni che si svilupperanno. LEuropa, come si visto, in forte ritardo rispetto agli Stati Uniti, ma la crescita prevista per il 2005 denota comunque un certo fermento e curiosit verso questo mercato. Tecnologicamente parlando, probabilmente appartiene al passato una certa mentalit aziendale ancora molto tradizionalista, che frena lo sviluppo dellapproccio a distanza. C naturalmente bisogno anche di una certa sicurezza tecnologica, che permette videoconferenze e quantaltro, senza interruzioni o disturbi creati da una insufficiente struttura tecnologica. Crediamo per, e gli stessi analisti concordano, che questi sistemi potranno apportare significativi miglioramenti allinterno delle imprese. Non solo in termini economici.

Autore: ITespresso
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