Sono gli australiani i più grandi «copiatori» di musica.

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Secondo le stime di Aria (Australian Record Industry Association), sono 3.6 milioni gli australiani che hanno masterizzato CD illegalmente.

Oltre l’11% della musica in Australia viene procurato illegalmente, dichiara l’associazione. Lo studio dell’Aria rivela che su 20 milioni d’ australiani, 3,6 di questi ha masterizzato o copiato un CD musicale negli ultimi sei mesi. Altro dato è quello relativo al numero di persone che hanno scaricato illegalmente brani musicali da internet utilizzando software per il file-sharing. Stephen Peach, presidente dell’associazione, ha commentato, in una dichiarazione, che: «Alla fine chi ci rimette è il consumatore. Con l’aumento delle copie illegali, diminuiscono le motivazioni a investire in nuove produzioni musicali e in nuovi talenti». Anche se le case discografiche riconoscono l’impatto che stanno avendo sul mercato altre forme legittime di concorrenza, come DVD e giochi per computer, il crescente numero di copie illegali ha un impatto notevole su produttori e artisti da un lato e sul comportamento dei consumatori. Peach ha aggiunto poi che «la condivisione/scambio di file, nonché la masterizzazione dei CD contribuisce al lento ma costante indebolimento dell’industria discografica locale e internazionale». Lo studio rivela che l’80% degli intervistati ha risposto che nel caso ricevesse una copia masterizzata di un CD, non comprerebbe una copia originale dello stesso. Anche il 50% di chi scarica brani da internet non comprerebbe in seguito la versione legale. Ultimamente l’ARIA ha collaborato con la polizia in un’operazione che ha portato alla chiusura di un sito di music-sharing e all’arresto dei tre studenti che lo gestivano. Le vendite di musica in Australia nel 2002 sono diminuite dell’8,9%, per un totale di 573 milioni di dollari australiani (pari a circa 231 milioni di sterline). Un report pubblicato dalla International Federation of the Phonographic Industry (IFPI) mostra che il mercato della musica illegale ha attualmente un valore di 4,6 miliardi di dollari australiani (2,8 miliardi di sterline), a livello mondiale, l’equivalente di un miliardo di CD. Secondo il report, due CD o cassette su cinque venduti nel mondo sono prodotti illegalmente.

Autore: ITespresso
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