Sono Legittime Le Scommesse Su Eventi Sportivi On Line?

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La delicata materia delle scommesse su eventi sportivi on line
considerateillegittime dalla normativa italiana in quanto non
autorizzate fa nascerespinosi problemi di diritto comunitario.

LUSSEMBURGO. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea con sentenza del 6 novembre 2003 boccia il nostro paese nello specifico settore delle scommesse clandestine on line sancendo che una normativa nazionale, come quella italiana, contenente divieti – penalmente sanzionati – di svolgere attività di raccolta, accettazione, prenotazione e trasmissione di proposte di scommessa, relative, in particolare, a eventi sportivi, in assenza di concessione o autorizzazione rilasciata dallo Stato membro interessato, costituisce una restrizione alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi previste, rispettivamente, agli art. 43 CE e 49 CE. Naturalmente la Corte, come previsto, lascia al giudice del rinvio la decisione circa la rispondenza della normativa nazionale, alla luce delle sue concrete modalità di applicazione, ad obiettivi tali da legittimare la stessa o meno. Il caso era sorto due anni fa quando il Tribunale di Ascoli Piceno sottopose alla Corte, con ordinanza del 30 marzo 2001, a norma dell’art. 234 CE, una questione pregiudiziale relativa all’interpretazione degli art. 43 CE e 49 CE. La detta questione era stata sollevata nell’ambito di un procedimento penale a carico di 137 indagati accusati di aver organizzato abusivamente scommesse clandestine e di essere proprietari di centri che effettuerebbero attività di raccolta e trasmissione di dati in materia di scommesse, il che costituisce un reato di frode contro lo Stato. L’attività illecita si sostanziava in una comunicazione da parte del giocatore al responsabile dell’Agenzia italiana delle partite sulle quali intendeva scommettere e indicazioni della somma giocata; invio, da parte della predetta agenzia, via Internet, della richiesta di accettazione al bookmaker con indicazione degli incontri di calcio nazionali in questione e delle puntate effettuate; invio, da parte del bookmaker, via Internet e in tempo reale, della conferma dell’accettazione della scommessa; trasmissione di tale conferma, da parte dell’agenzia italiana, al giocatore e pagamento di quest’ultimo del corrispettivo dovuto all’agenzia, inoltrato poi al bookmaker su apposito conto estero. Tale attività e’ stata considerata in contrasto con il regime di monopolio sulle scommesse sportive attribuito al CONI e integrante la fattispecie di reato prevista dall’art. 4 della legge n. 401/89. Ma il coinvolgimento di un boomaker straniero coma la Stanley International società regolarmente registrata nel Regno Unito e che svolge attività di bookmaker sulla base di una licenza rilasciata dalla Città di Liverpool ai sensi del Betting Gaming and Lotteries Act, con facoltà di svolgere tale attività nel Regno Unito e all’estero, ha fatto inevitabilmente nascere delicati problemi di diritto comunitario. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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