Sony Alpha 100

Workspace

Un debutto importante, con una reflex dalle grandi prestazioni e,
soprattutto, con un prezzo quanto mai aggressivo

Appena 1.300 euro e ci troviamo in possesso di un corredo fotografico di tutto rispetto. Sony sta puntando molto sulla fotografia digitale e dopo essersi affermata tra i maggiori produttori nell’ambito delle compatte, ora si butta, anima e corpo, nel segmento delle reflex. Lo fa con una fotocamera dotata di caratteristiche interessanti e con un prezzo molto, molto aggressivo. Il solo corpo costa 900 euro, ma il vero asso nella manica è l’offerta della reflex con due obiettivi zoom, 18-70 e 75-300 mm, a 1.300 euro. D’altra parte, la casa giapponese non poteva permettersi di entrare in sordina in questo segmento. I concorrenti hanno nomi altisonanti, come Canon e Nikon, da sempre dominatori pressoché incontrastati, prima con l’analogico, ora con il digitale, e l’obiettivo di conquistare il 20% del mercato in tempi brevi è molto ambizioso per Sony. Torniamo alla macchina. Si chiama Alpha 100 e deve molto della sua tecnologia a Konica Minolta, il cui bagaglio tecnologico, per quanto riguarda la fotografia, è stato acquisito da Sony all’inizio dell’anno. Per non rimandare troppo il debutto, Sony ha deciso di apportare qualche miglioria, molto deriva però da quanto già presente sulle reflex di Konica Minolta. In particolare sul modello 5D. Non però il sensore. Si tratta di un Ccd da 10.2 Megapixel, sviluppato interamente da Sony, formato Aps-c, di dimensioni 15.8×23.6 mm. Questo significa che per sapere esattamente a quanto corrispondono le focali degli obiettivi, dobbiamo moltiplicare la focale per il fattore 1.5. I punti di forza della reflex sono diversi. A cominciare dal sistema di stabilizzazione, Super SteadyShot, integrato nell’apparecchio stesso e non sulle ottiche. Come accade per gli altri produttori. Il vantaggio è evidente: se la stabilizzazione è nella reflex, significa che qualsiasi obiettivo o accessorio montato, diviene automaticamente stabilizzato. Quanto dichiarato dalla casa è una stabilizzazione del micromosso con vibrazioni nell’ordine dei 4.000 Hz, equivalenti al normale tremolio della mano. Non possediamo strumenti in grado di valutare l’entità della vibrazione, possiamo solo dire che il sistema è molto efficace e consente di ottenere buoni risultati con tempi di posa piuttosto lunghi, anche di 1/15 di secondo. Un’altra importante caratteristica è il sistema adibito alla pulizia del sensore. Chi ha già dimestichezza con la fotografia digitale sa bene che le reflex, potendo cambiare l’ottica, scoprono il sensore e lasciano entrare la polvere che può depositarsi sopra e creare macchioline sulle immagini. Per evitare l’inconveniente, l’ Alpha 100 ricorre a due espedienti. Il primo è uno strato sottile di una particolare vernice trasparente che protegge il sensore ed evita il formarsi dell’elettricità statica, che attira il pulviscolo. Il secondo è un sistema più drastico: quando spegniamo la macchina, o attiviamo il comando specifico, il dispositivo dà una scrollata al Ccd eliminando la polvere. Facile da usare e ricca di funzioni Una reflex che si rispetti, deve avere una buona dotazione di funzioni e modalità d’uso, ma deve anche assicurare una elevata manovrabilità. Il corpo dell’Alpha 100 è molto compatto e leggero, poco più di 500 grammi senza obiettivo. L’impugnatura offre una buona presa, anche se al primo contatto, si trova prima la rotellina che consente di modificare alcuni parametri, piuttosto che il pulsante di scatto. È cosa da poco, ci si abitua subito ad arretrare leggermente il pollice. Alle spalle del pulsante di scatto, un tasto consente di modificare la modalità scatto, singola o continua, e di attivare l’autoscatto. In sequenza si arriva sino a 3 fotogrammi al secondo. È possibile registrare le immagini in formato Raw oppure Jpeg. Per l’archiviazione possiamo utilizzare le Compact Flash e il Microdrive; tramite adattatore anche le Memory Stick Pro Duo. Sono le schede prodotte da Sony, inevitabile quindi l’opzione. Nella parte alta troviamo due ghiere ai lati del flash incorporato. Una riporta i diversi programmi di ripresa, dall’automatismo completo al Program, alle due priorità tempi e diaframmi, al Manuale; immediatamente disponibili anche le modalità predefinite: Ritratto, Paesaggio, Macro, Notturni, Tramonti, Sport. Da quanto vediamo, la fotocamera vuole ritagliarsi spazio non solo tra coloro che sanno già di fotografia, ma anche tra gli inesperti. Il che giustifica le molte funzioni automatiche. La seconda ghiera dà accesso immediato a diverse impostazioni. Come la sensibilità, il bilanciamento del bianco, l’attivazione del flash, le modalità di esposizione e del sistema di messa a fuoco. L’autofocus è basato su nove sensori e possiamo scegliere tra la regolazione singola o continua, manuale o automatica. Da segnalare, per l’esposizione, la presenza di un sistema di compensazione, chiamato Dynamic Range Optimizer, che consente di migliorare le rilevazioni in presenza di forti contrasti. Agisce sulla sovra e sottoesposizione nelle zone di luce e ombra, in modo da ottimizzare l’esposizione. La sensibilità raggiunge il valore massimo di 1.600 Iso e da quanto abbiamo potuto verificare sul campo, Sony è riuscita a ridurre al minimo il rumore al valore più elevato. Se poi ci limitiamo ai 100/200 Iso, noteremo l’assenza totale della granulosità. Come oramai su quasi tutte le reflex, anche in questa non manca il flash incorporato, che ha una particolarità: una volta estratto è un po’ più alto del consueto. Lo spostamento consente di ridurre notevolmente la possibilità di incorrere nel fenomeno degli occhi rossi, perché il lampo non risulta essere più in asse. Sul retro c’è un ampio display da 2,5 pollici a cristalli liquidi da 230.000 pixel di risoluzione. Buona la visione nelle differenti situazioni di luce. L’immagine sullo schermo si adatta al tipo di inquadratura che eseguiamo, ruotando in verticale o in orizzontale, secondo le necessità. Il mirino ha una particolarità: sensori di prossimità accendono la fotocamera appena ci si avvicina, velocizzando i tempi di attivazione. C’è però una controindicazione: i sensori non sono ?intelligenti? e quando avvertono qualcosa a loro vicino, attivano sempre i circuiti, anche quando la macchina è dentro la borsa o inavvertitamente entra in contatto con qualche parte del nostro corpo. È quindi obbligatorio ricordarsi di spegnere del tutto la fotocamera, se non vogliamo esaurire inutilmente la batteria. Il produttore che si avventura nel mondo delle reflex deve pensare in grande, perché questi apparecchi debbono poter contare su un sistema completo. Sony lo sa bene e ha mantenuto l’innesto obiettivi di Konica Minolta, permettendo a chi già possiede ottiche di quel tipo di usarle con la Alpha 100. Si stima che ce ne siano almeno 16 milioni in giro. Sulla fotocamera è possibile montare anche le nuove ottiche Minolta, ora Sony, e alcuni obiettivi Zeiss, un marchio storico per la fotografia, particolarmente luminosi. Sono già disponibili numerose focali, ma Sony ha già annunciato di voler a breve ampliare la gamma.

Votazione: 90

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore