Sony cerca i colpevoli dell’attacco

CyberwarMarketingSicurezza

Sony ha assunto una squadra di detective esperti in sicurezza IT della Guidance Software e Data Forte per risolvere il giallo dell’attacco. Il Ddos di Anonymous ha indirettamente aiutato gli hacker

Anonymous è stato scagionato, tuttavia avrebbe involontariamente fatto “da sponda” al più grande e sofisticato attacco subìto da Sony, in quanto Sony un breach è avvenuto mentre si difendeva dal Denial of service. Mentre è al via la prima Class action da un miliardo di dollari in Canada (Toronto), Sony cerca di incastrare i responsabili che hanno trafugato i dati di 100 milioni di utenti, fra Sony Playstation Network, Qriocity e Sony Online Entertainment. Anche il Dipartimento di Giustizia Usa potrebbe aprire un’indagine.

Sony ha assunto una squadra di cyber detective esperti in sicurezza IT della Guidance Software e Data Forte, in modo tale che il teram possa affiancare l’FBI (già coinvolta, essendo i server ubicati a san Diego) e accelerare le indagini e rimediare al “fiasco del Psn”. Anche perché accelerare le indagini, significa poter riportare online i Playstation Network e Sony Online Entertainment, per ora messi offline: il black-out dura da molti giorni.

Sony ha ammesso che sono state rubate le informazioni delle carte di credito di 10.700 utenti in Austria, Spagna, Olanda e Germania. PlayStation Network aveva 12.3 milioni di account con numeri di carte di credito globale (di questi 5.6 milioni account americani). Anche se Sony non può incolpare Anonymous, vede in esso un “capro espiatorio”. Forse anche Sony, già additata dalla UE per non aver tenuto abbastanza al sicuro i dati, ha bisogno di un “colpevole da mettere in prima pagina”, e così voltare pagina e passare a ricostruire la propria immagine e recuperare la fiducia degli utenti.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore