Sony Cyber-shot Dsc-M2

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È a metà strada tra una fotocamera e una videocamera digitale, con sensore da
cinque megapixel e un aspetto quantomeno originale

Realizzata con un mix di alluminio e plastiche di buona qualità, la Dsc-M2 a prima vista può essere scambiata per un telefono cellulare, per la sua forma allungata e per il vistoso snodo che ospita l’apparentemente piccola ottica Zeiss. In realtà l’obbiettivo è un valido 38-114 mm (zoom 3x) basato su lenti in vetro che si prolunga ad angolo retto nel corpo della fotocamera. Alla forma inconsueta corrisponde un’altrettanto originale ergonomia che all’atto pratico non piace a tutti. Questa Cyber-shot si apre come un coltello a serramanico, ruotando il retro del display in senso orario questo si posiziona a novanta gradi con un movimento automatico basato su una molla di richiamo. Per non rischiare di danneggiare il meccanismo bisogna però già conoscere bene il movimento, poiché capita molto spesso di tentare la rotazione forzando il blocco dalla parte sbagliata. Una volta che l’ampio display è in posizione l’accensione è automatica e ci si ritrova alle prese con una selva di controlli difficili da padroneggiare e disposti in modo da privilegiare simmetria e design alla praticità. I pulsanti di scatto sono due, dedicati allo scatto singolo e ai filmati e c’è poi un terzo pulsante, inspiegabilmente identico, che permette di passare dalla modalità di registrazione a quella di riproduzione. Anche le modalità operative sono in parte originali. Il video stereo (il doppio microfono è sul retro del display) viene catturato a un massimo di 640×480 pixel a 30 frame per secondo, ma una particolare modalità ibrida consente di associare brevi filmati (da 5 a 8 secondi) da 320×240 agli scatti singoli: la fotocamera usa il suo buffer per memorizzare di continuo 5 secondi di video che vengono salvati insieme alla foto se si preme il pulsante di scatto, quindi la registrazione può riprendere per altri tre secondi, così da salvare un completo ?commento video? all’immagine. La qualità dei filmati è però complessivamente un po’ deludente: la codifica usata rivela un alto grado di compressione e quando c’è poca luce i disturbi si moltiplicano rapidamente. Nulla da dire invece per quanto riguarda la fluidità e la stabilità delle immagini. Il problema della sensibilità con poca luce è presente anche con gli scatti singoli, aggravati dal limitato raggio del piccolo flash in dotazione. Buone invece le modalità macro, che sono due e consentono di arrivare fino a un centimetro dal soggetto, aiutate anche dalla messa a fuoco precisa, che si avvale di un illuminatore di supporto a luce arancione. La Sony non rinuncia a essere una fotocamera creativa e offre diverse possibilità di intervento sugli scatti, dall’esposizione alla messa a fuoco (spot, al centro o multiarea), dal bilanciamento del bianco alla sensibilità (fino a 400 Iso). Gli scatti sono nitidi e con colori saturi e intensi. Buona anche la velocità di reazione che consente alla Cyber-shot di essere pronta allo scatto in circa due secondi e di poter catturare raffiche di tre immagini in un secondo. La memorizzazione può avvenire sulla memoria interna o sulla Memory Stick Duo non in dotazione (ma oltremodo necessaria). La stessa memoria interna viene usata anche per la funzione Album, che registra automaticamente copie a 640×480 delle immagini scattate (ce ne stanno più di mille), che vengono mantenute in memoria come archivio permanente per poterle rivedere ovunque, sfruttando le numerose opzioni di presentazione. In dotazione c’è la base, necessaria per l’output audio/video stereo e per il collegamento al Pc, mentre l’unico connettore disponibile sulla fotocamera è quello di alimentazione per la ricarica della batteria al litio, che garantisce da 100 a 200 scatti o circa 50 minuti di registrazione.

Votazione: 64

Autore: ITespresso
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