Sony da il suo sì a Mashboxxx

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Prende il largo delle note online un progetto fifty fifty: per metà commerciale e metà gratuito. Ma le licenze Creative Commons non stanno a guardare e si accende una sfida anche nel CopyLeft

Le piattaforme per il file sharing con gestione di diritti digitali conquistano un nuovo player: Mashboxxx, nato dalla collaborazione di un gigante come Sony e dell’ex enfent terrible del P2p, Shawn Fenning, padre di Napster. Ma a questi soggetti si aggiunge anche Grockster, tuttora protagonista del P2p. Il risultato è un originale servizio, per ora chiamato Mashboxxx, dove alla richiesta di un brano musicale da parte di un utente compare il link al catalogo Sony, oppure, in caso di assenza del file, appare l’indirizzamento al download gratuito sul circuito Grockster. Nella musica digitale si sta quindi facendo largo una nuova modalità, più aperta e meno burocratica, per accontentare le esigenze degli utenti della Rete. A promuoverla, e fin dalla prima ora, è anche il movimento Open content nato nel giro delle licenze Creative Commons. Recentemente le licenze Creative Commons hanno avuto un battesimo del fuoco di successo, grazie a Wired: David Byrne e Gilberto Gil si sono uniti ad altri famosi gruppi in un Cd di brani legalmente scambiabili su Internet. La musica sta cambiando, e tra le note digitali inizia a insinuarsi un nuovo modello di fruizione, che va al di là del tradizionale e classico copyright. È la prima mossa della Creative Commons, un’associazione che propone al mondo della musica (e non solo: anche del cinema, della letteratura e dell’arte in generale) di non rifiutare la rivoluzione digitale, l’avvento della Rete e lo scambio gratuito di file attraverso Internet, ma di innovare il concetto di “diritto d’autore” secondo regole nuove, più al passo coi tempi. Tra i membri di questa associazione c’è anche il Ministro della Cultura brasiliano Gilberto Gil. Creative Commons è in pieno fermento creativo e ha annunciato il nuovo motore di ricerca per il milione di pagine che pubblicano contenuti secondo il principio “some rights reserved” (ossia con copyright più libero e flessibile del normale): il motore di ricerca, passato alla tecnologia open source di Nutch, può rivelarsi prezioso a Webmaster e autori in cerca di materiale gratuito. Il box di ricerca, oltre al tipo di media, permette di restringere i risultati ai contenuti di cui è libero anche l’uso commerciale o quello derivativo (ad esempio il remix di file audio) http://search.creativecommons.org/index.jsp .

Autore: ITespresso
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