Sony Dsc F717

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Un obiettivo con la fotocamera intorno: questa la definizione che meglio descrive la Sony Dsc F717, equipaggiata con un’ottica zoom non solo di elevata escursione focale, 38-190 mm, ma soprattutto con una ampia luminosità. L’apertura massima di diaframma è, infatti, di f/2, ben al di sopra di quanto normalmente siamo abituati a vedere sulle altre

Un obiettivo con la fotocamera intorno: questa la definizione che meglio descrive la Sony Dsc F717, equipaggiata con un’ottica zoom non solo di elevata escursione focale, 38-190 mm, ma soprattutto con una ampia luminosità. L’apertura massima di diaframma è, infatti, di f/2, ben al di sopra di quanto normalmente siamo abituati a vedere sulle altre compatte digitali, che in genere mostrano aperture massime intorno a f/3.5. Con una così grande apertura e con un obiettivo targato Carl Zeiss si ha la possibilità di ottenere una buona riproduzione dei dettagli, ma anche la possibilità di fotografare in situazioni di scarsa luminosità con tempi di posa meno lenti. Un diaframma più aperto significa infatti far arrivare più luce al sensore. Lo scotto da pagare è un corpo macchina un po’ ingombrante, con un’ottica molto grande. Il peso non è però eccessivo e l’impugnatura è molto comoda. L’obiettivo è affiancato da un sensore con una risoluzione equivalente a 5 Megapixel effettivi. Una fotocamera che si pone quindi come valida alternativa a chi non vuole addentrarsi nel mondo delle reflex, ma desidera avere un apparecchio in grado di offrirgli qualità e prestazioni di alto livello. E sotto questo aspetto, la F717 non delude certamente, e mette sul piatto una gamma di funzioni veramente completa, che consente di scattare in tutta tranquillità avvalendosi degli automatismi, o di assumere in prima persona il controllo di tutti i parametri di ripresa: dall’esposizione alla messa a fuoco, dal bilanciamento del bianco alla sensibilità. La funzione manuale consente di decidere tutti i parametri, tempi e diaframmi, potendo controllare direttamente dal display anche eventuali sotto o sovraesposizioni. La messa a fuoco manuale si inserisce con un selettore posto sul fianco sinistro dell’ottica e si controlla tramite la sua pratica ghiera frontale. Sul display appare la distanza in metri. La stessa ghiera, in posizione autofocus, permette di variare la focale dello zoom, che può essere modificata anche con il selettore posto sempre sul lato sinistro dell’ottica. Inoltre, quest’ultimo fornisce il pulsante per intervenire sul bilanciamento del bianco, il blocco dell’esposizione e la scelta del tipo di lettura esposimetrica: di tipo valutativo su 49 aree, media con prevalenza al centro, oppure spot, cioè su di un’area molto ristretta. Sulla parte alta della macchina, troviamo la ghiera per impostare i programmi e il selettore per le modalità Night Framing e NightShot. Vale la pena segnalare che grazie a queste modalità è possibile fotografare anche in piena oscurità. Con NightShot solamente in bianconero, in quanto si opera in modo che il Ccd sia sensibile anche alle radiazioni infrarosse; a colori, invece, con il Night Framing, perché usa le radiazioni infrarosse solamente per effettuare l’inquadratura e poi opera in condizioni normali. Tra i programmi di ripresa, oltre all’automatismo completo, abbiamo a disposizione il program, la priorità dei tempi o dei diaframmi e le impostazioni predefinite per i ritratti, i paesaggi, i tramonti e il ritratto notturno. Non poteva mancare la modalità video, per filmati in formato Mpeg Hqx di elevata qualità, corredati di audio. Da evidenziare ancora il già citato display, da 1,8″, che può essere escluso nel caso si voglia usare il mirino ottico. Sopra lo schermo, il tasto di spegnimento e il pulsante che visualizza il menù principale, consultabile con il pratico joistick; usato anche per le funzioni del flash, l’autoscatto e la macro, che consente di scattare ad appena due centimetri.

Autore: ITespresso
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