Sony: obiettivo reflex

Workspace

Sony ha lanciato la sfida al mercato della fotografia digitale inserendosi
anche nel segmento reflex. Davide Mimun, product manager digital imaging di Sony
Italia, illustra strategie e sviluppi del nuovo business

Il 2006 verrà ricordato come l’anno in cui i grandi colossi dell’elettronica, già presenti nel mondo della fotografia digitale con un’ampia offerta di compatte, hanno deciso di occuparsi anche del segmento più propriamente specialistico: quello delle reflex. La prima a rompere gli indugi è stata Samsung, che nel giro di pochi mesi ha proposto due apparecchi reflex, seguita a ruota da Sony e Matsushita con il marchio Panasonic. L’ingresso di questi brand era da tempo nell’aria, e si è concretizzato probabilmente in tempi più brevi del previsto, grazie a strette collaborazioni con alcuni marchi storici della fotografia: Samsung e Pentax, Panasonic e Olympus; Sony si è proposta con un atteggiamento più aggressivo, acquisendo le proprietà intellettuali della fotografia di Konica Minolta. La mossa di Sony fa presupporre un grande impegno da parte della casa giapponese in questo ambito. Abbiano intervistato Davide Mimun, product manager digital imaging di Sony Italia, che non nasconde quanto questo progetto sia importante per Sony a livello mondiale.

L’accordo con Konica Minolta ha accelerato l’entrata di Sony nel mondo delle reflex digitali? Quali sono gli obiettivi che vi ponete e quali saranno le strategie che adotterete? Sony, molto intelligentemente, ha deciso di entrare in questo segmento di mercato attraverso l’acquisizione delle proprietà intellettuali di Konica Minolta, portata a termine all’inizio di quest’anno. Abbiamo deciso di sfruttare la conoscenza del mondo della fotografia di un’azienda che era già sul mercato, con un nome storico molto conosciuto sia nell’ambito della fotografia analogica sia in quella digitale. Questa operazione, che rappresenta un fattore importante per l’inserimento di Sony, ha senza dubbio accelerato il nostro ingresso, e ha fatto sì che già a partire da luglio fossimo pronti con il primo modello di reflex: la Alpha 100. L’acquisizione di Konica Minolta ci dà la certezza di poter entrare nel mercato con un know how riconosciuto, a cui si aggiunge la prestigiosa tecnologia Sony. La combinazione delle due cose ha consentito la realizzazione di una macchina dall’elevato contenuto tecnologico, e di alta qualità, che risponde alle esigenze della maggior parte dei consumatori che si affacciano al mondo delle reflex e desiderano una macchina facile da utilizzare, ma nello stesso tempo dotata di caratteristiche importanti.

A un primo sguardo, la Alpha 100 sembra confermare quanto dice? Tutti i riscontri ricevuti fino ad oggi a livello europeo sono stati molto positivi, ed evidenziano come punti forti della reflex, non solo il Super SteadyShot, cioè lo stabilizzatore integrato nel corpo macchina, ma anche il sensore Ccd da 10 Megapixel, il sistema di pulizia del sensore stesso, il processore Bionz. Un insieme di caratteristiche che garantiscono un utilizzo semplice e risultati di altissima qualità.

Sony è conosciuta in ambito fotografico per le compatte, e non per le reflex. Questo comporta delle difficoltà? Sony in realtà è conosciuta per l’elevata tecnologia presente in tutti i prodotti che immette sul mercato. Fino ad oggi non avevamo nella nostra offerta una reflex e pertanto non ci conoscono in questo mondo. C’è stata però una grandissima curiosità intorno al lancio del nuovo prodotto, anche perché ereditiamo le competenze sviluppate da Konica Minolta, a cui abbiamo aggiunto elettronica, sensore e processore d’immagine di nostra produzione. L’entrata in un nuovo mercato non è mai semplice. Soprattutto in questo caso, che vede un settore dominato da due marchi: Canon e Nikon, che però possono essere sempre insidiati? Ci siamo presentati con un prodotto all’altezza delle aspettative dei consumatori e forniamo diversi elementi in più rispetto alla concorrenza, come lo stabilizzatore ottico integrato nel corpo macchina che nessuno ha. La concorrenza ha inserito sistemi simili negli obiettivi, e questo tipo di ottiche non sono certo economiche. I vantaggi che offriamo consentono di stimolare la curiosità del consumatore, inducendolo a considerare anche Sony come possibile scelta di acquisto. Canon e Nikon possiedono una lunga tradizione che deriva dal mondo analogico che noi non abbiamo; Sony ha però un nome nella fotografia digitale grazie alle compatte e un nome nell’elettronica di consumo. Ritengo ci siano ampie potenzialità di successo.

Il presidente della Sony ha dichiarato che intende raggiungere uno share del 20% nella fotografia digitale. In quanto tempo? L’Alpha 100 ci aiuterà a raggiungere questo traguardo. Il nostro obiettivo è diventare un marchio di riferimento nell’ambito della fotografia reflex. Il 20% è un obiettivo molto ambizioso che cercheremo di perseguire, le potenzialità ci sono. Saremo impegnati in questo progetto per i prossimi tre anni, con l’ambizione di raggiungere l’obiettivo prefisso in un paio d’anni. Partendo da una situazione di settore così definita, con Canon e Nikon che rappresentano assieme il 90% del comparto, dobbiamo imporci immediatamente all’attenzione del mercato, perché i nostri concorrenti non staranno certamente fermi.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore