Sony Playstation Network, ancora giù, tornerà online solo quando sarà sicuro

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Il servizio di Playstation Network è alla fase finale dei test, ma sarà ripristinato solo quando sarà effettivamente pronto e messo al sicuro. Non ci sono date per il ritorno online di Psn, ma Sony dà priorità alla sicurezza

Sony, messa sotto pressione anche dall’Unione europea e dal Congresso statunitense dopo la violazione ai suoi servizi di gaming e intrattenimento online, afferma che il black-out di PlayStation Network terminerà solo quando la Psn sarà reso sicuro: Psn tornerà online quando non ci saranno più pericoli. Anche se – aggiunge Bloomberg – i test sarebbero in fase finale.

Anche se sabato scorso Sony aveva “promesso” che Playstation Network sarebbe tornato online entro la settimana, e tutto quano entro fine mese, ora sospende tale decisione e rimanda sine die (letteralmente: senza data certa) il ritorno di Psn. Questo significa che il servizio sarà ripristinato solo quando sarà effettivamente pronto e appositamente “blindato”. Lo riporta Reuters. Nel frattempo Sony ha ricevuto nuove minacce (da prendere con le molle ma da non trascurare) e, pur essendo consapevole che l’attesa sia difficile da “metabolizzare” per i fan della Playstation, il colosso nipponico deve ormai prendere decisioni senza più commettere errori. Sony deve torare online quando i dati degli utenti saranno al sicuro, rassicurando tutti sulla privacy.

Intanto Sony ha rimosso da Internet i nomi e gli indirizzi parziali di 2.500 utenti trafugati dai misteriosi hacker fra i 100 milioni di account compromessi nell’attacco a PlayStation Network e al servio di gaming online (SOE. I dati erano relativi a una lotteria legata ad una gara datata 2001, e non includevano le informazioni sulle carte di credito, numeri di previdenza sociale o password. Dei 2500 nomi cancellati, Sony dice: “Il sito era non aggiornato e inattivo quando è stato scoperto come parte dei continui attacchi contro Sony,” ha spiegato Sony, che, oltre alle indagini dell’Fbi, ha dato mandato a un team di due aziende di sicurezza per indagare sull’attacco. Il Ceo di Sony Howard Stringer si è scusato con gli utenti di PlayStation Network e degli altri servizi, rompendo il suo personale silenzio sul massiccio “data breach”. Ma la lettera con cui Sony ha spiegato l’incidente adducendo come “scusa” il Ddos di Anonymous, è stata respinta con fermezza dagli ambienti hacker.

Riassumendo: le indagini di forensic analysis sono in corso ma Sony non può fissare una data per il ripristino del servizio, e chiede ai sui utenti di pazientare. Sony, già sotto pressione nel mercato delle console portatili (a causa della concorrenza di Nintendo 3DS e Apple), nel mercato delle console da salotto (a causa di Xbox 360 e Kinect) e nel mercato delle Tv (a causa di Samsung), sta vivendo un periodo complicato: il “data breach” è arrivato come un fulmine a ciel sereno dopo il terribile terremoto-tsunami che aveva colpito anche fabbriche del colosso giapponese. Archiviato il “fiasco” iniziale dei sei giorni di ritardo per comunicare l’incidente dei dati violati, Sony ora procede con i “piedi di piombo”: l’importante è mettere tutto in sicurezza e tornare online quando il gaming online sarà davvero al sicuro.

Il titolo di Sony venerdì ha perso il 4.5% in Borsa quando si è saputo che è stata citata in giudizio a New York. Lo riporta Bloomberg. Sono al via i rimborsi agli iscritti danneggiati dalla chiusura dei vari network.

Update ORE 12.48: Secondo Gene “Spaf” Spafford, docente della Purdue University, Sony non aveva un firewall e la vecchia versione di Apache del Web server era mai stata aggiornata. (Fonte: eWeek).

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Autore: ITespresso
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