Sony VPL-CX76

LaptopMobility

Un proiettore professionale pensato per le aziende alla ricerca di funzioni evolute e alta qualità di visualizzazione

VPL-CX76 è uno tra i modelli più completi e accessoriati della famiglia di videoproiettori Sony ed è pensato per un campo di applicazione professionale e per le realtà aziendali più complesse. Dal punto di vista tecnico, questa unità utilizza la tecnologia p-Si Tft e dispone di tre pannelli Lcd da 0,79″ e 1.024×768 pixel, che ne determinano la massima risoluzione nativa, anche se, tramite l’algoritmo di interpolazione interno il proiettore può accettare risoluzioni fino a un massimo di 1.400×1.050 pixel (SXGA+), senza perdere eccessivamente dettaglio e nitidezza delle immagini. La luminosità di 2500 Ansi Lumen e il contrasto di 350:1 consentono la visualizzazione di immagini molto brillanti e con colori molto intensi, anche nel caso si proietti su superfici non propriamente idonee (come una parete) o in condizioni di forte illuminazione ambientale. La distanza è variabile da un minimo di 102 cm a un massimo di 762 cm e consente di visualizzare uno schermo di circa 40″ fino a 300″ rispettivamente. Il peso, di appena 2,9 Kg, e le dimensioni di 298x244x69 mm lo rendono molto facile da trasportare, grazie anche all’apposita borsa morbida a corredo. Sempre per facilitare gli spostamenti, Sony sfrutta anche per il VPL-CX76 la tecnologia Off & Go, che permette di staccare il proiettore dalla rete elettrica subito dopo averlo spento, senza dover aspettare il raffreddamento totale della lampada e il relativo spegnimento delle ventole. Questo è possibile grazie a un circuito di alimentazione dedicato che continua a fornire energia elettrica alle ventole. L’aspetto più interessante di questo dispositivo è dato dalla possibilità di creare una rete Wi-Fi per la trasmissione dei dati video. In questo modo è possibile visualizzare le schermate provenienti dal Pc senza dover collegare il cavo Vga al proiettore. La tecnologia Sony Air Shot si basa su un modulo Wi-Fi (in formato Compact Flash) da collegare al proiettore e una piccola chiavetta Usb da usare sul Pc. Una volta installato il software di controllo Projector Station è possibile effettuare la configurazione automatica oppure scegliere di impostare manualmente i parametri per la comunicazione. È dunque possibile selezionare l’indirizzo Ip dei dispositivi, la crittografia, il canale di comunicazione e il tipo di rete. Le differenze di questa seconda generazione di dispositivi Air Shot riguardano il protocollo utilizzato, ora 802.11b/g invece del più lento 802.11b e la possibilità di utilizzare, oltre alla crittografia Wep, la più sicura Wpa. La procedura semplificata progettata da Sony si è dimostrata affidabile, anche se per il corretto funzionamento dell’apparato è stato necessario modificare manualmente alcuni parametri di rete. È inoltre possibile realizzare presentazioni senza l’ausilio del Pc, utilizzando il software Sony Projector Station e una memoria di tipo Memory Stick. Grazie a questo programma è possibile trasferire le immagini che vogliamo visualizzare direttamente sul modulo di memoria e operare successivamente senza il collegamento diretto con il personal computer. Oltre a questo VPL-CX76 dispone della funzione di Intelligent Auto Set-up, che consente di configurare automaticamente l’angolazione dell’unità e la maggior parte delle impostazioni necessarie per la visualizzazione. Questo grazie alla presenza di uno zoom ottico e di un sistema di messa a fuoco motorizzati e al sistema di regolazione dell’altezza del proiettore, che fa uso di un motore elettrico per alzare/abbassare la parte anteriore. Tutto l’insieme di procedure automatiche viene memorizzato dal proiettore, che provvederà a reimpostare ogni parametro in modo corretto a ogni accensione successiva. Ottima la qualità di visualizzazione riscontrata con i test DisplayMate e durante la visione di film in Dvd e di alcuni filmati compressi. Le immagini restituite sono brillanti e piacevoli da guardare, con un’elevata velocità di risposta e contorni ben definiti.

Autore: ITespresso
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