SOPA, il giro di vite anti pirateria divide la Rete americana

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Non serve la Delibera AgCom, ma un DDL per combattere la vera pirateria depenalizzando il file sharing senza scopo di lucro

I co-fondatori di Google, eBay, PayPal e e Yahoo sono fra i sedici firmatari di una lettera per contrastare la normativa anti pirateria SOPA, appoggiata da Hollywood. Google e Facebook sostengono OPEN Act

La normativa anti pirateria SOPA divide. Google e Facebook appoggiano OPEN Act, una proposta alternativa di Wyden (democratico) e Issa (repubblicano). I co-fondatori di Google, eBay, PayPal e e Yahoo sono fra i sedici firmatari di una lettera aperta a Washington per contrastare Stop Online Piracy Act (SOPA), mentre Kaspersky Lab ha addirittura minacciato di uscire da Business Software Alliance (BSA) come protesta. Invece Hollywood, MPAA e RIAA sostengono la famigerata proposta di legge SOPA, l’unica, secondo loro, in grado di bloccare Pirate Bay negli Stati Uniti. Anche Electronic Freedom Foundation (Eff) sta cercando di contrastare SOPA  oltre a Twitter, Zynga, Amazon e Bloomberg LP. Mozilla ha chiesto al Congresso di prendere in considerazione le alternative a SOPA: il CEO Gary Kovacssi è recato alla Casa Bianca per discutere di possibili alternative come Online Protection and Enforcement of Digital Trade Act.

Il fondatore di Wikipedia Jimbo Wales sta prendendo in esame la possibilità di oscurare l’enciclopedia online, per protesta contro SOPA, una contromisura già presa in Italia contro la controversa Delibera AgCom. Eric Schmidt, chairman di Google, ha detto che SOPA è una forma di censura.  La Intellectual property enforcement “non dovrebbe criinalizzare gli intermediari” ha detto Schmidt. Google, Facebook e le altre Web companies temono che le misure anti- pirateria costringano loro a diventare cyber-sceriffi di Internet, minacciando la crescita dell’economia digitale.

SOPA sta per andare al voto negli USA alla commissione Senate Judiciary Committee. Secondo i sostenitori, SOPA è necessaria per proteggere i detentori del copyright dall’uso illecito e non autorizzato dei loro contenuti online, mentre  gli oppositori dicono che la legge bloccherebbe non solo i “rogue site”, ma anche gli hosting, i mtori di ricerca e gli ISP sia nazionali che internazionali, ed è basata su un modello che giudica “colpevole fino a prova contraria”. Nata con lo scopo di contrastare la pirateria online, il Sopa Bill potrebbe bloccare ogni “sito malevolo” (rogue site) semplicemente sospettato di violare il copyright. Basta entrare nella black-list dei siti-canaglia per essere oscurati? “Poiché che la maggior parte dei fornitori di Internet ha sede proprio negli Stati Uniti, la loro lista nera avrebbe effetti dirompenti sulla libertà digitale di tutti” grida Luis Morago di Avaaz.org, autore di una petizione mondiale. Eugene Kaspersky ha affermato che “#SOPA è una legislazione dell’era del vinile che cerca di gestire un’industria che invece ha bisogno di un approccio differente. Anche Microsoft, in sordina, vi si oppone.

Violazioni copyright
Tutti contro SOPA
Autore: ITespresso
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