Sotto attacco il Cda di Yahoo!, a partire dal Ceo Mayer

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Starboard vuole cercare di sostituire l’intero board, a partire dai vertici di Yahoo!. Il Ceo Marissa Mayer è sotto attacco

L’obiettivo dell’attacco al Cda di Yahoo!, condotto dall’investitore attivista Starboard, consiste nel mandare via il Ceo Marissa Mayer.

Quando Mayer, ex top manager di Google, arrivò a Yahoo! nel luglio 2012, era il quinto Ceo in cinque anni. A distanza di meno di quattro anni dalla nomina, dopo 2 miliardi spesi in una cinquantina di acquisizioni, l’amministratore delegato Mayer si trova sotto attacco, mentre cerca “alternative strategiche”: Starboard vuole cercare di sostituire l’intero board, a partire dai vertici, secondo il Wall Street Journal (Wsj). Nel Cda siedono il numero uno Mayer e il co-fondatore David Filo.

L’hedge fund è “estremamente deluso” dai risultati finanziari e dalle performance del portale, sarebbe pronto anche a sferrare una proxy fight.

Sotto attacco il Cda di Yahoo!, a partire dal Ceo Mayer
Sotto attacco il Cda di Yahoo!, a partire dal Ceo Mayer

Gli investitori starebbero perdendo la pazienza, secondo Bloomberg. Starboard vorrebbe sostituire i nove membri del board, portando nel Cda il banchiere d’investimenti Tor Braham, i manager esecutivi Dale Fuller e Richard Hill, il manager dei media Eddy Hartenstein e il Ceo di Starboard, Jeffrey Smith.

L’obiettvo è “un piano di ristrutturazione aziendale, la separazione o la cessione degli asset” (PDF). Starboard Value, che possiede circa l’1,7% delle azioni, minaccia una proxy war, cercando il pieno controllo del portale.

Da tempo, Mayer dovrebbe separare gli asset Web, il core business di Yahoo!, dalla quota in Alibaba.

Secondo Piper Jaffray, il vero obiettvo della mossa non è cambiare il board, ma arrivare alla cessione dell’online di Yahoo!.

Verizon, il Time, Comcast, AT&T e società finanziarie del calibro di Bain Capital, KKR e TPG, sul punto di sfidarsi in un’asta per acquisire gli asset online di Yahoo!.

A febbraio Meyer ha tagliato 1700 posti di lavoro.

Autore: ITespresso
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