Sotto l’iPad, i costi umani a Foxconn

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FLA ammette le violazioni a Foxconn, nella supply-chain di Apple

All’indomani della trimestrale da record, il New York Times ha pubblicato un’inchiesta dedicata al costo umano dell’iPad. Il lato di oscuro di Apple a Foxconn

Il New York Times (NyT) non si è voluto lasciare abbagliare dalla trimestrale dei record con i profitti di Apple raddoppiati e la capitalizzazione di Borsa più alta di sempre (oltre la soglia dei 400 miliardi di dollari). Il prestigioso quotidiano, all’indomani della trimestrale,  ha pubblicato un’inchiesta dedicata al costo umano dell’iPad, in cui gli autori indagano sul lato di oscuro di Apple a Foxconn. Già nota come “fabbrica dei suicidi“, Foxconn è però salita alla ribalta della cronaca anche per episodi meno cruenti ma altrettanto drammatici, che denotano le durissime condizioni di lavoro degli operai alle catene di montaggio di iPhone e iPad in Asia: l’esplosione un anno fa a Foxconn (e una recente a Pegatron), con 4 morti e 77 feriti a bilancio; i 137 casi di avvelenamento d N-esano, una sostanza per lucidare gli schermi degli iDevice di Apple; i 91 minorenni trovati a produrre in 10 fabbriche; gli abusi sul lavoro; le richieste, finora eluse dei lavoratori cinesi; Sacom (Students and Scholars Against Corporate Misbehavior) ha puntato il dito contro condizioni di lavoro insicure. Altro caso gravissimo è il suicidio nel 2009 di un ingegnere di Foxconn, Sun Danyong, a cui sparì un un segretissimo prototipo di iPhone: secondo le indagini emerse allora, il giovane tecnico sarebbe stato sottoposto a durissimi interrogatori.

Oltre la metà dei fornitori controllati da Apple ha violato almeno uno degli aspetti del codice di condotta ogni anno dal 2007, secondo i rapporti di Cupertino, ma non è cambiato nulla, anche se di recente Apple ha aderito alla Fair Labor Association, la rete non profit che controlla le condizioni di lavoro in tutto il mondo: ma il monitoraggio sarà solo parziale e decisamente limitato, secondo i critici, dunque potrebbe non dare i risultati sperati per voltare pagina.

Secondo un ex manager Apple, il colosso di Cupertino che ha in cassaforte 100 miliardi di dollari ed ha registrato ricavi per 46.33 miliardi di dollari (in crescita del 73%), e profitti da 13.06 miliardi di dollari, ha scoperto violazioni in centinaia di controlli, ma non arrivano a 15 i fornitori eliminati dalla lista dal 2007.

Ora il New York Times porta il grande pubblico a conoscenza della tragedia di Foxconn sotto il luccichio di iPad: forse spera che, facendo pressione sui consumatori, si possa convincere Apple che oltre all’hi-tech e ai risultati finanziari stellari, c’è di più. Gli esseri umani che lavorano e vivono a Foxconn. Anche perché gli Stati Uniti del Presidente Barack Obama ogni giorno si chiedono perché il successo dell’industria hi-tech non corrisponda a un aumento dell’occupazione in casa

UPDATE: La risposta di Tim Cook è che Apple si preoccupa di ogni singolo lavoratore della supply chain, e chi dice il contrario è “falso ed offensivo”.

Apple a Foxconn
Il New York Times indaga sui costi umani dell'iPad costruito a Foxconn
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