Spaghetti SOPA

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Non serve la Delibera AgCom, ma un DDL per combattere la vera pirateria depenalizzando il file sharing senza scopo di lucro

Un nuovo emendamento minaccia la Rete italiana. Presentato al testo della Legge Comunitaria 2011, dopo l’ok alla Commissione Politiche Comunitarie, potrebbe diventare “la SOPA all’italiana”

Mentre gli Stati Uniti fanno marcia indietro e “congelano” SOPA (almeno per ora, salvo chiudere MegaUpload con un’operazione internazionale di polizia), l’Italia sembra guardare con interesse alle normative anti pirateria d’oltreoceano. I disegni di legge bocciati dai cyber navigatori americani, che in massa hanno partecipato alla “serrata del Web” e alla raccolta firme della petizione “Take Action” di Google, fanno breccia in Parlamento, in Italia.

Che cosa succede in Italia? Riporta l’esperto di diritto e Internet, Guido Scorza, che “in Italia, un’analoga iniziativa legislativa, ha appena ottenuto [n.d.r. ieri] il via libera della Commissione Politiche Comunitarie, divenendo la più attuale e pericolosa minaccia alla libertà di parola online ed allo sviluppo dell’e-commerce“. Una SOPA all’italiana (o una Spaghetti SOPA come l’abbiamo ribattezzata noi di ITespresso.it).

L’iniziativa legislativa che il Web sta chiamando “la SOPA all’italiana” è l’emendamento presentato al testo della Legge Comunitaria 2011 dall’onorevole Fava. E, come precedenti norme che minacciano il Web, vuole obbligare ogni fornitore di servizi di hosting alla rimozione di contenuti digitali non in seguito a un intervento delle Autorità, bensì in base a un qualsiasi “gossip”: sarebbe sufficiente la segnalazione da parte di un qualsivoglia “soggetto interessato” per rrimuovere contenuti, bypassando i provvedimenti giudiziari. Oggi il Decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 sostituisce i termini «autorità competenti» con «o di qualunque soggetto interessato»: il blog di Quintarelli invita a “(ancora) darsi da fare per spiegare e perchè non passi in parlamento”.

Ieri l’FBI ha chiuso i battenti a MegaUpload, dimostrando una volta per tutte che gli Usa sono in grado di fare “lotta alla pirateria” anche senza ricorrere a normative liberticide. Il caso “MegaUpload” penalizza la responsabilità degli intermediari, non più protetti dalle logiche di leggi come il Digital Millennium Copyright Act (Dmca): il dibattito ferve in Rete, per capire come si stanno muovendo gli Usa, dopo la “bocciatura” di SOPA. L’Italia, intanto, dopo la famigerata “Delibera AgCom“, è già alle prese con un nuovo controverso emendamento che ipoteca i cyber-rights.

Violazioni copyright
Tutti contro SOPA
Autore: ITespresso
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