Spammer statunitensi alla resa dei conti

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Lo Spammer crackdown nelle ultime settimane in Usa è arrivato a cento arresti

La posta indesiderata, o junk email, è stato il fenomeno più detestato in Rete negli ultimi anni. Negli ultimi mesi sembrava addirittura essersi intensificato provocando ingenti danni materiali, perdite di tempo alle aziende e ai privati ma anche stress psicologico a chiunque ricevesse spam nella propria casella email. A rilevare il tasso di insofferenza e vero e proprio odio verso lo spamming è stata una recente inchiesta condotta da Yahoo! Mail su un campione di 37000 utenti dislocati in 11 paesi di tutti e cinque i continenti. Le risposte tecnologiche sembravano essere diversificate ma efficaci: lato server, le più potenti, o lato client, dotando di filtri antispam il proprio client di posta elettronica. Un’inchiesta giudiziaria statunitense, applicando le più recenti normative in materia, è andata però alla radice del problema effettuando la più grande retata della Rete: cento arresti nell’operazione di polizia Slam spam secondo le anticipazioni del New York Times. I reati imputati, in attesa di delucidazioni da parte del Dipartimento di Giustizia, andrebbero dall’invio di email indesiderate, il cosiddetto Spamming, all’impiego di numeri di carte di credito altrui per acquisti online, dal furto d’identità per truffe via email (attività nota come phishing) alla propagazione di virus e diffusione di materiale pornografico. Secondo il New York Times si tratterebbe tuttavia della proverbiale goccia nel mare.

Autore: ITespresso
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