Spamming senza speranza

Sicurezza

E’ recente la notizia che le politiche anti spam definite e attuate nel Regno Unito sembrano aver fallito nei loro intenti, non riuscendo di fatto ad arginare il fenomeno in modo significativo. Quali speranze ci possono quindi essere contro lo spam?

In base a quanto affermato dall’Ico (Office of the Information Commissioner) nel proprio rapporto annuale, gli Internet Service Provider e lo stesso governo stanno facendo troppo poco per arginare con efficacia il fenomeno spam. Il rapportro ha infatti evidenziato come nessuna azione legale sia stata intrapresa a seguito degli almeno 600 reclami ricevuti nel corso degli scorsi 12 mesi. E’ vero che il rapporto Ico riguarda prevalentemente la situazione inglese, ma la media di messaggi indesiderati ricevuti quotidianamente dai cittadini della Comunità non si discosta molto dal dato britannico. Secondo l’Ico è necessaria una maggior fermezza per riuscire a individuare e perseguire gli esecutori di spam. La stessa istituzione ha evidenziato come la legislazione vigente resti ancora piuttosto lacunosa, prestando il fianco ad eventuali ricorsi che lasciano agli spammer abbastanza spiragli per aggirare i regolamenti e continuare nelle loro attività. Come ultima soluzione l’Ico consiglia gli utenti di attenersi ai consigli antispam forniti dai propri Isp. In effetti il consiglio dell’istituzione suona un po’ debole di fronte a un fenomeno insidioso e invasivo come quello dello Spam. E’ altresì vero che a fronte di un consiglio come quello fornito dall’Ico vi è la mancanza dell’obbligo da parte degli stessi Isp di rendere note le generalità dei vari spamme r. In questo caso si assiste alla generazione di una situazione di stallo dove, la necessità di proteggere la propria privacy dagli spammer impatta contro il diritto alla privacy degli stessi autori dello spam, che quindi non possono essere resi noti in elenchi pubblici. La possibilitrà di accedere ad elenchi di spammer riconosciuti consentirebbe agli utenti di calibrare i propri filtri automatici in modo che escludano automaticamente tutti i messaggi la cui radice del mittente compaia in uno dei record forniti dall’Isp. Attualmente l’unica soluzione in grado di fornire un discreto grado di protezione dallo spam è quella di preferire i provider che forniscono ‘a monte’ un’efficace tecnologia anti spam. Grazie a questa alternativa gli Isp possono filtrare i messaggi provenienti da spammer riconosciuti senza renderne pubbliche le generalità. Un altro efficace strumento anti spam potrebbe essere rappresentato dalle funzioni integrate nei principali programmi per la gestione della posta elettronica, come per esempio Outlook di Microsoft. Questo programma, come molti altri rende possibile la creazione di un elenco di mittenti considerati spammer dall’utente. Inoltre è possibile definire diverse politiche per i messaggi ricevuti da uno dei mittenti aggiunti nell’elenco degli indesiderati. In questo modo i messaggi provenienti da attività di spam possono essere automaticamente cancellati, spostati in una particolare cartella in modo da poterli eventualmente controllare a caccia di falsi positivi, oppure evidenziati con un particolare colore. Ho avuto personalmente modo di constatare l’efficacia di questo strumento con il programma di gestione posta Microsoft Outlook e con un servizio di posta Internet. In entrambi i casi, in una sola settimana di ‘istruzione’ del programma sono riuscito a diminuire di un buon 70% il numero giornaliero di messaggi indesiderati (su un totale medio di 30 messaggi di posta al giorno). Una mancanza comune a molti di questi programmi è quella di poter disporre di maggiori funzioni per gestire meglio gli elenchi di spammer creati con il passare del tempo. Inoltre sarebbe forse utile poter esportare tali elenchi, con la possibilità di scambiarli e condividerli con altri utenti. Tutti gli elementi per poter imbastire una ricetta efficace contro il fenomeno dello spam sembrano quindi essere disponibili e di facile utilizzo. Un’efficace azione di filtro effettuata a monte dagli Isp, maggiori funzioni di creazione e gestione degli elenchi locali di spammer e maggiore fermezza da parte delle istituzioni potrebbero infatti ridimensionare notevolmente il fenomeno.

Autore: ITespresso
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