SPECIALE Nomine AgCOM: Risponde Luca Nicotra, di Agorà Digitale

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A Fulvio Sarzana Di Sant’Ippolito, candidato AgCom, segue l’intervista a Luca Nicotra di Agorà Digitale. Risponde alle domande di ITespresso in qualità di esperto del settore. Il dibattito pubblico è aperto. Seguiranno le risposte degli altri candidati interessati a fare conoscere il proprio punto di vista

Facciamo una premessa. “I dati dei candidati ad Agcom e Privacy non saranno pubblicati causa privacy. Dopo tutti gli annunci di queste settimane ce lo dicono ora. Tutta questa elezione è una grande farsa, non possono passarla liscia” scrive su Facebook, deluso, ma non scoraggiato, Luca Nicotra, di Agorà Digitale, mezz’ora prima della nostra intervista telefonica. “Non c’è davvero limite a questo finto processo trasparente per avallare decisioni prese dalla politica in separata sede. È una presa in giro“.

Nicotra non ha mezze parole: mentre la Rete candida Stefano Quintarelli e Fulvio Sarzana Di Sant’Ippolito, in Italia viene scritta per le nomine delle Authority “una brutta pagina“. Ma è l’ora di dire basta, visto che all’estero si fanno audizioni pubbliche per scegliere i membri delle Authority come FTC.
In Italia, come nel caso dell’evasione fiscale, si usa invece la “privacy” come un grimaldello per coprire i forti; quando la privacy invece dovrebbe difendere i cittadini dall’invadenza dei Grandi Gruppi, la privacy diventa un optional. Adesso Luca Nicotra cerca un parlamentare “pronto a disobbedire e che si prenda la responsabilità di rendere tutto pubblico“. Fatta questa doverosa premessa per spiegare come il processo di nomine trasparenti è stato bypassato dalla politica, partiamo con le domande di ITespresso a Luca Nicotra di Agorà Digitale, in qualità di esperto di Rete, regole e democrazia digitale.

ITespresso: L’Italia è in ritardo nello sviluppo della banda larga e di quella “ultralarga”. Secondo la Commissaria europea per l’agenda digitale, Neelie Kroes, solo il ritardo nella banda larga costa all’Italia l’1,5% del Pil. Come pensa di recuperare il gap con il resto d’Europa sulla banda larga e ultralarga?

Luca Nicotra: Mettamola così. Si può spiegare con un paradosso: “Forse è un bene che solo la metà delle famiglie italiane, una percentuale fra le più basse in Europa, non sia online. Appena ci sarà il boom delle famiglie che si connettono in Rete, vedremo che l’infrastruttura non regge“. Questo fotografa il ritardo italiano nella banda larga e ultralarga.

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