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Database post relalzionali e rapid application development sono le due aree in cui intende impegnarsi Paolo Engheben, direttore generale di InterSystems Italia.

Si chiama Caché la tecnologia di InterSystems, società americana presente dall’ottobre scorso anche nel nostro paese, per lo sviluppo di database post relazionali. Per affermarsi anche in Italia cercano software house che abbiano sviluppato applicativi interessanti e che vogliano investire nel database a oggetti, secondo Paolo Engheben, direttore generale di InterSystems Italia, decisamente più competitivo, performante e adatto agli attuali front end basati su Java e sul web. CRN: Cosa distingue dagli altri un database post relazionale? Paolo Engheben: I tradizionali database relazionali per la memorizzazione del dato utilizzano tabelle bidimensionali e quando il dato è complesso è necessario creare diverse tabelle e collegarle fra di loro. Caché, il nostro prodotto, ha invece un database engine, dove fisicamente vengono memorizzati i dati, basato su tabelle multidimensionali. Quindi è possibile aggiungere e gestire dati complessi in modo naturale, facendo crescere l’archivio senza dover riscrivere e collegare fra loro le differenti tabelle. I vantaggi sono enormi: la potenza e la velocità sono considerevolmente aumentate, il prodotto è molto più scalabile e anche installazioni molto grosse non richiedono molto personale per la gestione. Infine anche l’hardware viene gestito in modo molto più efficiente ed economico. Il secondo aspetto rilevante è che il dato memorizzato viene messo a disposizione o in ambiente Sql, o in ambiente a oggetti. Questo vuol dire che chi ha un’applicazione abilitata a fare interrogazioni in Sql e non vuole cambiarla, non deve far altro che rimpiazzare il vecchio database con Caché, senza cambiare il modo di dialogare. Però il dato può essere messo a disposizione anche in una forma a oggetti idonea ai front end attuali con applicazioni per lo più basate su web o su Java. CRN: Qual è il vostro modello di business e il ruolo del canale? Engheben: Noi vendiamo solo attraverso dei partner. Ecco perché sono centrali per noi e ogni loro singola trattativa è importante. Ecco perché possono contare su una consulenza attenta in fase di trattativa e su un supporto post vendita peculiare. Nel mondo abbiamo mille partner attualmente, soprattutto nel mondo della sanità, della finanza, dei servizi e degli altri settori. Si tratta per lo più di medie software house che hanno sviluppato un applicativo interessante a cui si aggiungono alcuni system integrator. CRN: Cosa potete offrire ai partner per renderli più competitivi? Il nostro fatturato deriva esclusivamente dalla vendita di licenze (per il 60%) e dalla manutenzione di licenze (40%), non ci troviamo mai in competizione con i nostri partner nell’offerta di applicazioni o servizi. Anzi li aiutiamo a sviluppare il business al di fuori dei confini nazionali, se ci rendiamo conto di avere a che fare con un applicazione brillante, adatta anche ad altri mercati. La nostra tecnologia permette ai partner di essere molto competitivi, costruendo l’applicazione in modo più veloce, abbattendo i costi di sviluppo fino al 50%, riducendo la spesa hardware e di personale. Questo consente loro di avere un time to market migliore, costi più bassi e un’offerta più competitiva a livello di prezzo. L’applicazione sviluppata è più performante (fino al 20-30% in più), ma ha anche un mercato target di riferimento più ampio, perché può adattarsi alla pmi e alle necessità di una grande azienda, da 5 a 50 mila user. CRN: Come siete strutturati per la formazione e il supporto? Engheben: I partner ricevono un training personalizzato da parte di uno dei nostri sistemisti che trascorre presso di loro cinque giorni, aiutandoli a realizzare il porting dell’applicazione sulla nostra tecnologia. I sistemisti di prevendita agiscono quasi come consulenti facendo insieme ai partner progetti per sviluppare il business. La consulenza oltre che tecnica è anche di marketing con la partecipazione congiunta a manifestazioni locali e un simposio annuale in cui invitiamo con una mailing congiunta i clienti finali. Il 10 e l’11 giugno si è tenuto in Italia il primo Intersystems Caché Symposium, evento organizzato in 12 paesi europei, che raccoglie sviluppatori, direttori dei sistemi informativi, cio per diffondere le caratteristiche e le prestazioni di Caché. Il supporto post vendita è strutturato su due livelli: il primo ha una base in Italia, il secondo livello, disponibile 7 giorni la settimana per 24 ore, ha sede a Boston. CRN: Che caratteristiche devono avere i partner per lavorare con voi? Engheben: Non importa in quali settori operino può essere la sanità, il mondo finanziario o realtà più verticali. La cosa importante è che abbiano un applicativo interessante e che quello rappresenti il loro core business. Al momento abbiamo circa una decina di partner che dovrebbero arrivare a 30 entro la fine dell’anno. Potrebbero essere realtà che hanno qualche problema con il database che utilizzano, o perché non è abbastanza scalabile o perché le performance non sono all’altezza delle aspettative dei clienti o perché devono sviluppare prodotti nuovi per applicazioni su web. CRN: Quali sono gli obiettivi per il 2003? Engheben: Ci piacerebbe continuare a crescere del 30% nell’area dei database post relazionali, affiancando però a questo business, un prodotto diverso che introdurremo nella seconda metà dell’anno. Grazie alla nostra tecnologia intendiamo infatti entrare nel mondo dell’enterprise application integration, rivolgendoci anche ad altre organizzazioni, system integrator medio grandi che intendono sviluppare progetti specifici con il cliente finale, tipicamente una grande azienda.

Autore: ITespresso
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