Speed Mi Up apre la porta a nove nuove startup

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Cdp investirà 200 milioni nelle startup

Come le altre startup, queste seguiranno un percorso di due anni che prevede formazione, tutorship continuativa, servizi ad alto valore aggiunto, assistenza per l’accesso a finanziamenti

Speed Mi Up, l’incubatore d’impresa di Università Bocconi, Camera di commercio, Comune di Milano, apre la porta a ulteriori nove startup.

Come le altre, queste seguiranno un percorso di due anni che prevede formazione, tutorship continuativa, servizi ad alto valore aggiunto, assistenza per l’accesso a finanziamenti. In particolare, queste si occupano di terzo settore, servizi assistenziali, mercato del lavoro, food. Incoraggiano party sharing e noleggio tra privati. Si prefiggono di aiutare ragazzi ad alto potenziale cognitivo e promuovono le imprese artigiane a livello territoriale. 

Sale così a 66 il numero di startup incubate nelle sedi milanesi di Via Gobbi e di Via Achille Papa, a cui si aggiungerà prossimamente un terzo spazio in Via Bocconi. “Le nostre startup – spiega Fausto Pasotti, direttore di Speed MI Up hanno coraggio, determinazione, passione e idee di business solide e innovative, non necessariamente dal punto di vista tecnologico”.

Da sinistra Cristina Tajani, Assessore alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca, Comune di Milano; Alberto Meomartini, Presidente del Consorzio Speed MI Up
Da sinistra Cristina Tajani, Assessore alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca, Comune di Milano; Alberto Meomartini, Presidente del Consorzio Speed MI Up

“Questo progetto – ha dichiarato Alberto Meomartini, presidente del consorzio Speed MI Up e vice presidente della Camera di commercio di Milano – è una infrastruttura ormai consolidata per la città, a disposizione delle imprese, a partire dalle startup e dai giovani professionisti. Sta crescendo con l’ingresso di nuove startup la funzione del consorzio come luogo di dialogo tra istituzioni e università per aiutare la crescita delle idee d’impresa innovative, in particolare dei giovani”.

In questi anni Speed MI Up – ha spiegato l’assessore alle Politiche per il lavoro, Attività produttive e Commercio, Cristina Tajani – insieme agli altri otto incubatori d’impresa in cui il Comune di Milano è presente, costituisce una rete che punta alla creazione di nuove attività e al sostegno dell’occupazione giovanile. Negli ultimi cinque anni, grazie alle rete di incubatori cittadini, abbiamo contribuito a far nascere più di 570 startup impegnate a sostenere l’innovazione sociale ed economica della città». Milano guida il Paese nella nascita di nuove imprese nei primi tre mesi del 2017, con 7.000 iscritte sulle 116.000 nazionali, pari al 6%. Secondo i dati della Camera di commercio, guidano i servizi finanziari con un terzo delle aperture nazionali concentrate su Milano (31%), ma anche la fornitura di energia elettrica (23%) e le attività di direzione aziendale (18%)”.

Nato nel 2013, Speed MI Up vanta storie di successo come D1 Milano (orologi fashion, ora valutata 11,5 milioni di dollari), Diferente (drink analcolici, che ha da poco lanciato una seconda campagna di equity crowdfunding dopo avere raccolto 200.000 euro), Cercaofficina.it (preventivi online per riparazioni auto), My Cooking Box (lo «chef in scatola»), One Tray (ceste brandizzabili per i controlli di sicurezza che ha stretto accordi con 14 aeroporti). E ancora, Quattrocento, Mind The Gum, Wash Out, Taskhunters.

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