Lo spettro della Guerra Fredda nell’IT: il caso Cina

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La Cina punta il dito contro Google, Apple, Microsoft e Facebook nel 25esimo anniversario di Piazza Tiananmen
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La Cina alza la voce contro Google, Apple, Microsoft, Facebook e l’IT americano nel giorno del 25esimo anniversario di Piazza Tiananmen

Il 25esimo anniversario di Piazza Tiananmen dimostra quanto la Cina non tolleri i cyber dissidenti. Mentre si svolge il primo G7 da anni (un G8 senza la Russia), la stessa Cina, che ha firmato un accordo con la Russia per la fornitura di gas (intesa tra la russa Gazprom e la cinese Cnpc) da 400 miliardi di dollari, alza la voce contro le Big IT a stelle e strisce. Google, Gmail e Translate non funzionano, e anche il Wall Street Journal è stato bloccato. I fatti di Piazza Tienanmen, che risalgono al 4 giugno 1989, rimangono tabù in Cina: il Presidente Xi Jinping ha chiesto un maggior sforzo poliziesco contro la cyber dissidenza, in un Paese con 618 milioni di utenti online. Come ricorderete, Deng Xiaopig mandò le truppe a sedare la pacifica rivolta degli studenti in Piazza Tiananmen.

Ma questo anniversario cade dopo le pesanti accise USA contro gli “hacker di Stato” cinesi: tira aria da Guerra Fredda nell’IT, e a farne le spese è già stato Windows 8, bandito dai Pc governativi, mentre Pechino alza i toni contro Google ed Apple. E poiché per il vendor dell’iPhone, la Cina rappresenta il secondo mercato, dopo quello statunitense, non è un gioco. Il People’s Daily punta il dito contro Yahoo!, Cisco, Microsoft e Facebook, considerate minacce già ai tempi delle rivelazioni di Edward Snowden su National Security Agency (NSA).

Le aziende di Stato cinesi stanno abbandonando IBM , Oracle e Cisco, a vantaggio di aziende domestiche. Ma ora i giornali cinesi rinfacciano ad Apple, Microsoft, Google, Facebook di aver partecipato al programma PRISM. I rapporti sembrano al vetriolo, considerato che Facebook è bloccata in Cina, anche se potrebbe aprire un ufficio in Cina dedicato agli inserzionisti. Oltretutto, Google, Microsoft, Apple, Facebook, Yahoo ed altre aziende Internet hanno scritto a dicembre una lettera aperta al Presidente Barack Obama e al Congresso contro la cyber sorveglianza. Inoltre Google, che ha dato il suo appoggio alla campagna Fight for the Future Reset the Net, ha appena rilasciato il codice sorgente per la crittografia email end-to-end: l’estensione di Chrome per la crittografia OpenPGP.

Il nuovo governo vuole usare tutti i metodi di cyber monitoraggio e sfruttare i big data per scoprire dissidenti ed eventuali focolai di instabilità sociale, secondo Zhao Jing, che scrive su Internet e libertà di stampa con il nome di Michael Anti.

Il Transparency Report di Google registra un basso traffico nei giorni precedenti all’anniversario, segno che i blocchi si fanno sentire. Richieste di censura sono giunte anche a LinkedIn. Intanto la cinese Baidu e Sina Weibo filtrano pagine e parole per soddisfare le richieste governative.

Nelle ultime settimane il livello di scontro fra USA e Cina si è alzato: Il Deipartimento di Giustizia ha accusato hacker cinesi di trafugare informazioni, mentre i media cinesi hanno definito gli USA “hooligan di alto livello” e di applicare un “doppo standard”: dopo NSA, l’accusa di doppiopesismo non è arbitraria. E Windows 8 è stato messo al bando dai nuovi computer negli uffici governativi in Cina. Secondo l’Institute for Quantitative Social Science dell’università di Harvard, 50 mila cyber poliziotti sono coinvolti nel monitoraggio del Web contro i cyber dissidenti.

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La Cina punta il dito contro Google, Apple, Microsoft e Facebook nel 25esimo anniversario di Piazza Tiananmen
La Cina punta il dito contro Google, Apple, Microsoft e Facebook nel 25esimo anniversario di Piazza Tiananmen
Autore: ITespresso
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