SplogSposion. Lo Spam Si Innova E Infetta I Blog

CyberwarSicurezza

L’allarme proviene da moltissimi utenti di feed RSS e da tutti gli operatori del settore dei Weblog. Lo spam che coinvolge i diari personali si fa sentire pesantemente e costringe Google a una bonifica immediata

MOUNTAIN VIEW, CA (USA). Uno dei piu’ grandi portali che ospitano blog e che ne consentono la creazione (Blogger, di proprieta’ di Google), e’ rimasto vittima nelle scorse ore di un enorme attacco di spamming. Il gergo dei navigatori ha subito creato un nome per questa nuova tipologia di spamming che coinvolge i siti-diari: ‘Splog‘, termine che deriva dalla contrazione delle due parole ‘Spam’ e ‘Blog’. E cosi’ d’ora in avanti avremo a che fare con questo nuovo veicolo di spazzatura-virtuale, per il quale, al momento, non e’ ancora disponibile alcun filtro specifico da utilizzare come gli attuali filtri anti-spam per caselle di posta elettronica. Infatti, i messaggi indesiderati giungono tramite i normali lettori RSS, attraverso cui si leggono i post inseriti nei blog preferiti. Di fronte a questo enorme attacco, Google ha pubblicato una lista di 13.000 blog fasulli e utilizzati solo per veicolare spam. Ma cosa c’entra Google nella questione dello Splog? Da quando BigG ha reso disponibile un motore di ricerca specifico per blog e ha indicizzato le centinaia di diari presenti in Rete, molti spammer hanno colto l’occasione per proseguire il proprio business. Hanno deciso cosi’ di sfruttare le grandi potenzialita’ di Google a proprio vantaggio. I malintenzionati utilizzano un sistema automatizzato che sfrutta il funzionamento di Blogger per creare migliaia di falsi blog riempiti di contenuti rubati ad altri blog (soprattutto quelli di blogger famosi come Dave Winer o Chris Pirillo). Lo scopo di questa manovra e’ quello di aumentare il PageRank dei siti affiliati, raggranellare visitatori, che clickano negli spazi AdSense che Google remunera, e utilizzare questi siti per far si’ che altri blog di loro pertinenza vengano indicizzati dai motori di ricerca. Piu’ siti vengono creati, maggiori sono i guadagni. Il sistema certamente non sembra essere lecito e gia’ si parla di vere e proprie truffe on line.

Autore: ITespresso
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