Spunta l’e-commerce per l’utente finale

Management

Crescere vuol dire anche trovare nuove strade, opportunità di mercato, che non sempre rientrano nel core business storico dell’azienda

Crescere vuol dire anche trovare nuove strade, opportunità di mercato, che non sempre rientrano nel core business storico dell’azienda: soprattutto per un distributore. Ma il mercato è lì, fuori dalla finestra, che aspetta le soluzioni, le nuove idee commerciali, e allora perché non provarci? Questa è l’dea che deve essere frullata in testa a Esprinet, che sta per lanciare il servizio di e-commerce B2C www.monclick.it e all’altro esperto e navigato fondatore di Cdc, Giuseppe Diomelli, che annuncia l’apertura all’ecommerce online – sempre indirizzato al consumatore finale – puntando su un mix commerciale che sfrutti la propria rete distributiva, fatta di centinaia di negozi presenti in tutta Italia. Due strade diverse che perseguono un solo obiettivo: allargare il business ora che il mercato non può più crescere ai ritmi esaltanti degli anni Novanta. Che l’e-commerce sia la gallina dalle uova d’oro, non ancora sfruttato veramente, lo si vede dai numeri visto che può partire da un bacino potenziale di 23 milioni di persone che, sebbene con molti limiti, usa più o meno frequentemente Internet nel nostro Paese (ultimi dati Ispo). In Italia, stima L’Osservatorio del Politecnico di Milano, che con la sua struttura da oltre quattro anni monitorizza il business online, il mercato degli acquisti via Web è in crescita esplosiva: nel 2003 la spesa complessiva degli italiani – qualsiasi acquisto in tutti i settori – ha toccato quota 1.945 milioni di Euro, con una crescita del 68%, rispetto al 2003. Un business incredibile che però mostra alcuni limiti. Rimanendo nel settore hi-tech, il più vicino al nostro mercato, i numeri sono decisamente ancora bassi, visto che solamente 40.000 clienti fanno acquisti online al sito di Mediaworld, con una spesa media limitata. Il mercato delle vendite online non è tra l’altro semplice: i clienti, più che nel commercio tradizionale, possono in poco tempo decretare, o meno, il successo di un’azienda virtuale. Sempre secondo i dati del Politecnico lo scorso anno si è riscontrata una mortalità di aziende e-commerce di circa il 40%. Degli oltre 7.000 siti censiti nel maggio 2003, circa 3.000 nei dodici mesi successivi hanno chiuso. Le motivazioni: la scarsa preparazione al servizio online e i pochi investimenti per fare una struttura efficiente ed efficace, partendo dalla prevendita all’assistenza al cliente finale e la consegna del prodotto acquistato. Se questo è il mercato degli acquisti online, che nella sua macro definizione è più che positivo, Esprinet (con Monclick.it), da una parte, e Cdc dall’altra, hanno però due questioni da risolvere. La prima dovrà decidere che fare della propria catena Multimedia Partner (che indubbiamente soffrirà questa sovraesposizione di Esprinet verso il cliente finale), così come Cdc potrebbe dare un segnale negativo all’insofferente catena Computer Discount, che già non esce da un 2004 brillantissimo.

Autore: ITespresso
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