ST Microelectronics sposta alcuni progetti a Singapore, Etna valley in crisi?

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La decisione della STmicroelectronics di trasferire le attività di una
famiglia di prodotti da Catania a Singapore ha in un sol colpo mandato a casa
60 dipendenti.

Catania – La decisione della STmicroelectronics di trasferire le attività di una famiglia di prodotti da Catania a Singapore ha in un sol colpo mandato a casa 60 dipendenti. Decisione aziendalmente ineccepibile ma che la dice lunga su quanto sia delicato basare le sorti dello sviluppo di un territorio su una singola realtà industriale. l’Etna Valley, mirabile utopia dell’industria HiTech siciliana basata sul colosso multinazionale STmicroelectronics, e’ quindi già in crisi prima che il distretto veda luce? Proprio in questi giorni, tra l’altro, il Club dei Distretti (vera e propria autorità in questo settore) ha identificato la STm come azienda leader, fondatrice dell’Etna Valley, definendo l’area quale polo tecnologico in via di riconoscimento come Distretto Industriale a se’ stante. Le sorti del costituendo distretto sembrerebbero quindi una diretta conseguenza dell’andamento e delle scelte della multinazionale senza poter essere in qualche modo collegate con le scelte delle aziende autoctone che pure ci sono, sono apprezzabilmente attrezzate e combattive, ma scompaiono di fronte al gigante della Microelettronica. Basare un Distretto sull’indotto di una sola industria, seppur enorme quale la STm, e’ sempre un arma a doppio taglio afferma Carmelo Cutuli Direttore del Dipartimento di Comunicazione Interattiva e Nuove Tecnologie dell’Informazione dell’ISSRF e curatore del portale , da un paio d’anni stiamo lavorando per consorziare le aziende HiTech del comprensorio etneo per trasformare il Polo in un vero sistema … un distretto reale in cui le aziende presenti facciano rete fra loro, devo purtroppo constatare pero’ che le aziende rispondono poco e male perché non hanno molta fiducia nella strada consortile mentre rispondono meglio alla promessa di finanziamenti comunitari, quelli che in larga parte hanno contribuito alla scelta localizzativa della STm a Catania. Cutuli, da profondo conoscitore e studioso dell’Etna Valley, ha recentemente rilasciato un’intervista al quotidiano spagnolo LA VANGUARDIA dove ha espresso i suoi timori sulle sorti del Polo E’ meglio un Distretto de facto che un distretto de jure … purtroppo pero’ a quanto pare ne siamo ben lontani e sono molti qui a sperare che l’indotto della STm duri per sempre a dispetto delle congiunture mondiali solo e soltanto perché Pistorio che ne e’ Presidente e’ un siciliano. Sarebbe davvero quindi il caso che si accelerassero i processi di sviluppo territoriale per far davvero sinergia sul territorio anziché appendere le sorti dell’Etna Valley ad una singola opportunità

Autore: ITespresso
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