STALKER

Management

Cosa c’è di peggio di un gravissimo incidente in una centrale nucleare? Due
incidenti!

Chi ha l’età per ricordarsi il celebre avvertimento di ?non consumare verdura a foglia larga?, riceverà un brivido in più da questo inquietante sparatutto. Ambientato nei dintorni della ex-centrale nucleare di Chernobyl, dopo un fantomatico secondo incidente avvenuto nel 2006, STALKER mette in scena una miserevole umanità post-olocausto che si arrabatta per sopravvivere tra macerie radioattive. Gli stalker sono infatti dei disperati che si guadagnano da vivere come mercenari: sbrigano missioni poco pulite per il trafficante di turno, uccidono su commissione, oppure raccolgono e rivendono i reperti che si generano spontaneamente nei pressi delle cosiddette ?anomalie?, strani (e pericolosi) fenomeni fisici legati all’irradiazione del terreno. Il dipanarsi della trama è scandito da missioni che vengono assegnate dai più disparati personaggi, anche se la maggior parte delle quest sono collaterali al filone principale dell’intreccio, e permettono soltanto di guadagnare denaro od oggetti particolari. Purtroppo queste missioni secondarie tendono a rendere il gioco piuttosto farraginoso, soprattutto perché richiedono un continuo vagabondare per la mappa: se l’obiettivo sta all’estremo Nord, la ricompensa per averlo raggiunto verrà consegnata nel più profondo Sud! Il denaro guadagnato può essere speso per equipaggiarsi con armi sempre più letali, munizioni specifiche, kit di soccorso, tute di protezione, medicinali antiradiazioni o anche semplici alimenti, dal momento che di tanto in tanto è necessario anche nutrirsi. Poi ci sono i ?reperti?, che se ?indossati? potenziano determinate caratteristiche del personaggio, a discapito di altre: possono per esempio aumentare la resistenza alla radioattività, incrementando però la vulnerabilità ai proiettili o alle lacerazioni. Il nucleo centrale del gioco è, nel combattimento, molto soddisfacente, sia per l’ottima intelligenza artificiale del nemico (a tratti inquietante), sia per il feeling delle armi, che si comportano (e ?suonano?) in modo realistico. La grafica è decisamente riuscita, non tanto per l’adozione di soluzioni tecniche d’avanguardia, quanto per l’eccezionale lavoro di caratterizzazione degli ambienti. Le texture che ricoprono il paesaggio, l’architettura degli edifici e lo straordinario sistema di illuminazione dinamica, rendono alla perfezione il senso di oppressione e di disperazione che grava intorno alla ?centrale maledetta?. Il cielo perennemente grigio, il vento che spazza le lande desolate, la pioggia che cade incessante, l’ululato dei cani (mutanti) in lontananza? Il brivido lungo la schiena e un senso di costante disagio sono assicurati! Purtroppo il motore grafico è pesante e non è stato ottimizzato a dovere: il che significa che per giocare con la maggior parte delle opzioni grafiche attivate bisogna disporre di un dual core e di una scheda grafica di ultimissima generazione. Peraltro anche STALKER ha la sua bella dotazione di bug, che riguardano soprattutto la struttura delle missioni: nulla che impedisca il completamento del gioco, ma un po’ più di cura non avrebbe guastato. STALKER è uno sparatutto davvero suggestivo e costituisce un’esperienza che nessuno, computer permettendo, dovrebbe negarsi.

Autore: ITespresso
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