Stampa 3D: è solo la fantasia del progettista a dare il limite

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Durante un evento FCA ha raccontato le potenzialità dell’additive manufacturing, ossia gli scenari che si possono esplorare grazie alle tecnologie della stampa 3D. Negli ultimi anni, questa ha rivoluzionato il metodo di progettazione e realizzazione in diversi settori industriali

Dalle tecnologie tradizionali alla stampa 3D e oggi con l’additive manufacturing gli unici vincoli che ci possono essere sono quelli legati alla fantasia del progettista. Durante un evento, recentemente tenutosi a Milano, FCA ha raccontato le potenzialità dell’additive manufacturing, ossia quali scenari si possono esplorare grazie alle tecnologie della stampa 3D che, negli ultimi anni, ha rivoluzionato il metodo di progettazione e realizzazione in diversi settori industriali, tra cui l’automotive.

Entrando subito nel merito del tema, gli scenari che si possono esplorare grazie alla tecnologia della stampa in 3D sono, a detta degli intervenuti, al momento imprevedibili, non a caso si parla di “disruptive technology”.  I settori industriali saranno fortemente influenzati da questa tecnologia che permette una notevole libertà di espressione con significativi benefici in termini di sostenibilità e competitività industriale. Nunzio Di Bartolo, Head of Prototypes, Services & Proving Ground di Emea Product Development e Roberta Sampieri, Specialist di Additive Manufacturing in Prototypes di FCA hanno spiegato a che tipo di rivoluzione stiamo assistendo nei diversi settori industriali .

Nunzio Di Bartolo
Nunzio Di Bartolo

“Il settore automotive, uno dei più complessi settori industriali a livello tecnologico, sta nuovamente svolgendo un ruolo innovativo e di disseminazione  culturale – spiegano –  sfruttando le potenzialità dell’additive manufacturing. Fiat Chrysler Automobiles (FCA) grazie all’esperienza del passato sull’additive manufacturing,  sta lavorando in sinergia con tutti i reparti del gruppo per valutare i possibili sviluppi interni. E’ una rivoluzione simile a quello che capitò negli anni 80 con l’avvento di Internet. In quel periodo si capì subito che si era di fronte a una rivoluzione ma anche in quel caso, era difficile valutarne gli impatti”. Oggi, in questa rivoluzione, sono già coinvolti altri settori, tra cui l’aeronautico, il medicale e il tessile.

La tecnologia di stampa 3D porta con sé una serie di vantaggi, ma anche di svantaggi, sui progetti di automotive. “La libertà di progettazione dei particolari che la stampa 3D è forse il vantaggio principale, perché con queste tecnologie possiamo realizzare e quindi testare delle soluzioni innovative con geometrie ottimizzate e magari più “leggere” che non sarebbero ottenibili coi processi tradizionali. Quando però si parla di produzione in serie, con grandi volumi, ecco che la stampa 3D a oggi non riesce a tenere il passo, e quindi in questi casi dobbiamo per il momento affidarci ai processi manufacturing classici con i vincoli progettativi che ne conseguono. Siamo però confidenti che in un prossimo futuro la velocità delle stampanti 3D aumenterà e quindi questi vincoli potranno essere attenuati”, spiegano Di Bortolo e Sampieri.

Roberta Sampieri
Roberta Sampieri

“Un altro vantaggio, per noi molto di valore, è la sostenibilità ambientale che queste tecnologie portano con sé: quando si progetta una nuova automobile, dobbiamo, per perseguire gli obiettivi di qualità e performance, testare molte varianti dei singoli componenti e se dovessimo affidarci ai processi tradizionali l’impatto ambientale sarebbe enorme, perché vorrebbe dire realizzare tutte le attrezzature per ogni singola variante, con uno sfruttamento enorme di materie prime, consumi di energia e conseguentemente produzione di rifiuti. L’additive manufacturing ci permette quindi di essere più sostenibili anche nella fase di progettazione del prodotto”.

Sostenibilità, investimenti in competenze e nuove figure professionali. Sono questi, forse gli sbocchi futuri sui quali si può riversare il futuro dell’additive manufacturing grazie alla tecnologia di stampa 3D? A questa domanda gli intervenuti all’evento hanno spiegato che “gli investimenti, lo sviluppo di competenze specifiche per il design for additive manufacturing e non ultimo lo sviluppo di nuovi materiali (soprattutto plastici) saranno determinanti perché permetteranno di sfruttare le potenzialità della stampa 3D, che secondo noi sarà la tecnologia che affiancherà sempre di più i processi tradizionali di produzione”, hanno concluso.

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