Pubblicità sulla stampa: arretra la carta, cresce il digitale

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Stampa: arretra la carta, cresce a due cifre il digitale
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Una significativa fetta degli investimenti pubblicitari migrerà sui dispositivi mobili. Il futuro della stampa è nel digitale, ma la carta rappresenta ancora il 90% del fatturato

Le copie digitali crescono, la carta arretra, ma arriva ancora dal cartaceo il 90% del fatturato dell’industria editoriale.

La diffusione dei quotidiani è scesa del 17% nel 2015, calando da 3,4 a 2,8 milioni di copie giornaliere. Le copie digitali registrano una crescita del 23%, salite dalle 430mila giornaliere del gennaio 2014 alle 530mila di dicembre 2015. Tuttavia, l’incremento di 100mila copie digitali non compensa la perdita quantitativa delle 800mila giornaliere cartacee. Sono i dati emersi dalla presentazione del rapporto dedicato all’industria italiana dei quotidiani realizzato da Asig, L’Associazione stampatori italiani giornali, e dall’Osservatorio tecnico ‘Carlo Lombardi’, in occasione della giornata conclusiva della conferenza internazionale dell’industria editoriale e della stampa, promossa da Wan-Ifra (World Association of Newspapers and News Publishers) Italia 2016, svoltasi a Bari.

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Stampa: arretra la carta, cresce a due cifre il digitale

Dallo studio risulta che anche la produzione si è contratta, passando dai 4,8 milioni di copie giornaliere nel 2014 ai 4 milioni di copie del 2015. Tra il 2012 e il 2015 le vendite tradizionali, edicola e abbonamento, hanno perso nel complesso poco meno di 400 milioni di copie annue. Rispetto a cinque anni fa, nel 2015 gli italiani che ogni giorno leggono un giornale sono 18,7 milioni, cioè il 22% in meno del 2010.

Rispetto al 2014 il mercato pubblicitario tiene (-0,5% nel 2015) anche se il suo valore attuale (6,271 miliardi) negli ultimi cinque anni si è ridotto di un quarto. Il fatturato pubblicitario dei quotidiani nel 2015 (756 milioni) si è ridotto del 6,6%. E a raccogliere più pubblicità sono le televisioni con il 58,2%, mentre ai quotidiani resta il 12%”.

Una significativa fetta degli investimenti pubblicitari migrerà sui dispositivi mobili: secondo inMobi e Globalwebindex, i consumatori spendono in media due ore e 14 minuti al giorno sui dispositivi mobili, contro gli 81minuti della tv, i 70 del pc, i 44 della radio e i 33 del quotidiano. Inoltre il 79% dei possessori di smartphone, controllano il loro dispositivo entro 15 minuti dal risveglio.

La raccolta pubblicitaria della carta stampata Usa ha perso il 66% in nove anni e l’online non ha fermato il crollo. Secondo la Columbia Journalism Review, la raccolta advertising sulle edizioni cartacee fatturava 47,4 miliardi di dollari nel 2005 ed è precipitata ai 16,4 miliardi del 2014 (-66% in nove anni). Nel frattempo, l’advertising digitale è passata nello stesso periodo soltanto da 2 a 3,5 miliardi di dollari. Piccole cifre che non compensano le perdite. “Le testate locali, a differenza delle grandi testate nazionali”, secondo Jim Brady, ceo di Spirited Media, godono del beneficio di “essere collocate fisicamente vicino ai loro lettori”. E “gli eventi rappresentano la principale occasione di profitto per le testate locali”. Per Billy Penn rappresentano “l’84% del fatturato 2015.”

Neanche in Germania non sono ripartiti gli investimenti in pubblicità sui media tedeschi, eccetto che per la Tv: è stato bruciato 1 miliardo in cinque anni e la raccolta è scesa dello -0,8% nel 2015. La raccolta pubblicitaria della tv, che in Germania vale il 28% del mercato totale, nel 2015 è salita del 3% anno su anno, mentre la carta stampata registra un calo dello -6,6% dei quotidiani (il 18,5% del mercato).
In salute, in crescita del 6%, è l’advertising su Mobile, ma si tratta soltanto dell’8,8% del totale degli investimenti e mette a segno un boom (+18,1%) il cinema, ma rappresenta lo 0,5% del mercato.

Autore: ITespresso
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