Stampare: ma quanto mi costi?

Aziende

La carta vincente dei produttori di stampanti sembra essere sempre di più incentrata sulla vendita dei consumabili. Un mercato interessante, dove esiste però anche molta concorrenza e dove competenza e professionalità non debbono mai mancare

Un business per tutti: dal produttore al rivenditore. Il mercato dei consumabili è sicuramente ancora molto interessante, anche se gli analisti rilevano una marginalità in ribasso rispetto al passato, ma sempre superiore alla vendita delle stampanti. Aumentano però gli attori attivi in questo segmento, perché non ci sono più solo i negozi di informatica, ma un nutrito gruppo di altri canali di vendita, che vanno dalla cartoleria, alla vendita tramite catalogo, ai negozi specializzati in attrezzature per l’ufficio alla grande distribuzione, e presto anche le edicole. È certamente un mercato complesso, con una moltitudine di prodotti: laser o inkjet, stampanti singole o apparecchi multifunzione, a colori o monocromatiche. Per assicurare poi la massima qualità, i vendor progettano toner e cartucce specifiche per ogni tipo di stampante. Questa ampia varietà di prodotti obbliga i produttori a fornire moltissima documentazione e supporto al canale, per informare correttamente l’utente finale. Che può essere il privato come l’ufficio o la grande azienda corporate. Il primo sovente attratto per lo più dal prezzo, gli altri più attenti all’aspetto qualitativo. Se i prezzi delle stampanti continuano a diminuire i consumabili rappresentano il vero prodotto a valore per il segmento. Non è casuale l’attenzione e l’impegno che i vendor dedicano a questo mercato. Ma la concorrenza è spietata, anche perché in campo entrano in gioco produttori indipendenti che forniscono cartucce compatibili con i diversi modelli di stampanti. Il prezzo è inferiore rispetto alla cartuccia dei vendor. Questo perché, sostengono i produttori di stampanti, le loro cartucce vengono messe in commercio solamente dopo aver passato rigorosi test che assicurano qualità di stampa ed evitano qualsiasi problema tecnico. Un discorso non facile da trasmettere al consumatore, spesso attratto solo dal fattore prezzo. Un altro problema da affrontare è la disponibilità del prodotto. Oggi più che mai, il cliente non vuole aspettare e orienta il suo acquisto verso ciò che è disponibile al momento. La grande distribuzione da questo punto di vista ha maggiori chance di vittoria anche se non ha spesso le competenze necessarie.

Secondo la società di analisi e ricerca Idc, il valore del mercato delle stampanti da circa due anni è in discesa, perché il prezzo dei nuovi modelli è molto basso. Per i vendor quindi una grande opportunità di risalita è dovuta proprio alla vendita di consumabili. Il cui mercato mostra evidenti segni positivi, da qui al 2008, seppure con dei distinguo. A contribuire alla crescita, la forte spinta verso il colore, sempre più usato sia nelle case che in ufficio e l’adozione di stampanti in rete all’interno delle aziende. Che rende più facile stampare. Non solo, il settore viene trainato dalla sempre maggiore richiesta di stampa di documenti o immagini provenienti da internet, che l’utente deve portare su carta. Non dimentichiamo inoltre che oggi la fotografia digitale sta sostituendo, nelle case e ancor di più a livello professionale, quella analogica. In calo, secondo Idc, non solo il fatturato delle stampanti, ma anche il numero di pezzi venduti. Che comunque rimane molto alto nei Paesi dell’Europa Occidentale: 89,5 milioni di stampanti nel 2003. Il mercato delle cartucce è stato rilevato in base alla tecnologia della stampante. Le inkjet hanno raggiunto l’anno scorso un fatturato di 17,3 miliardi di dollari, ma le previsioni da qui al 2008 parlano di una flessione intorno all’11%, a causa della comparsa degli apparecchi inkjet multifunzione. Un periodo di transizione che comporta quindi un rallentamento del fatturato delle semplici inkjet, per poi rivitalizzarsi con i nuovi mezzi multifunzione. Il comparto delle cartucce destinate alle stampanti monocromatiche rimane stabile: a fronte dei 21 milioni di dollari del 2003, si avrà un tasso di crescita medio anno su anno dello 0,4%. Grazie ad apparecchi con una velocità di stampa più elevata e al maggior rendimento dei prodotti a cui si associa una solida base di installato. Per le stampanti a colori non inkjet, si stima che la crescita sia molto più rilevante, con un tasso di crescita medio anno su anno di oltre il 29%, partendo da un fatturato di 2,1 miliardi di dollari registrati nel 2003. L’ analisi di Idc mette in evidenza come, nell’ambito delle stampanti a colori, si registrerà un forte spostamento verso gli apparecchi a maggiore velocità, superiore alle 10 pagine al minuto (ppm) a scapito di quelle fino a 9 ppm. Con tassi di crescita superiori al 40% nel caso delle prime e del 9% e dell’11% per le altre a seconda siano esse cartucce a colori o monocromatiche. Il valore complessivo del comparto cartucce, secondo Idc, dovrebbe passare dagli oltre 40,462 milioni di dollari del 2003 a circa 39,000 milioni nel 2008. Una perdita di valore causata dall’andamento dei rispettivi segmenti. A spingere verso il basso, proprio le inkjet, il cui settore sta attraversando la fase di transizione verso i modelli multifunzione.

Autore: ITespresso
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