Stanca: 900 milioni di euro per modernizzare e rendere più efficiente la P.A. locale e avvicinarla ai cittadini

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La Conferenza Stato-Regioni approva la 2a fase del Piano di e-Government.

Come riporta una nota del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie, già dall’inizio del 2004 cittadini ed imprese cominceranno a cogliere i benefici del complesso processo di ammodernamento della Pubblica amministrazione locale, che il Governo ha avviato due anni fa con gli Enti locali con una mobilitazione di almeno di 500 milioni di euro, (attivati con finanziamenti statali per 120 milioni di euro), che ha permesso l’apertura di 134 cantieri digitali. La Pubblica amministrazione elettronica, infatti, consentirà di accedere ai servizi pubblici senza limiti di orario e senza doversi spostare o fare code, utilizzando una pluralità di canali telematici di accesso (Pc, telefono, tv digitale, etc.). Su questa strada la Conferenza Stato-Regioni ha appena approvato la 2a fase del Piano di e-Government, predisposto dal ministro Lucio Stanca in piena condivisione con le Regioni, innescando interventi per non meno di400 milioni di euro. La seconda fase del Piano ha una disponibilità di 200 milioni di euro messi a disposizione dal Governo, a cui si aggiungeranno almeno altrettanti di co-finanziamento da parte delle Regioni, con lo scopo di proseguire l’attività intrapresa con la prima fase, ha detto Stanca, rilevando che questa mobilitazione di risorse, che arriva a ben 900 milioni di euro (di cui 320 milioni messi a disposizione dal Governo), quasi 1.800 miliardi delle vecchie lire, è il più consistente investimento mai realizzato nel nostro Paese per l’innovazione tecnologica nella Pubblica amministrazione locale. Il ministro ha spiegato che con la seconda fase si darà corso a cinque linee d’azione: sviluppo dei servizi infrastrutturali locali (61 milioni di ); diffusione territoriale dei servizi per cittadini e imprese (86 milioni di ); inclusione dei piccoli Comuni nell’attuazione dell’e-Government (25 milioni di ); avviamento di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale, l’e-Democracy (10 milioni di ); promozione dell’utilizzo dei nuovi servizi presso cittadini e imprese (9 milioni di ). Stanca ha precisato che anche in questa fase ci sarà una forte cooperazione tra le varie aree del Paese, evitando che lo sviluppo della Pubblica amministrazione elettronica avvenga a macchie di leopardo. Non solo, ma grazie a questa interconnessione è stato e sarà possibile il riuso dei progetti, consentendo così rilevanti risparmi e importanti sinergie. Di particolare significato, ha proseguito il ministro, la linea d’azione che riguarda una novità assoluta a livello europeo: l’e-Democracy, la ‘cittadinanza digitale’. È nostra intenzione, infatti, promuovere con le autonomie locali progetti per l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) per favorire la partecipazione dei cittadini alla vita a alle decisioni delle loro amministrazioni. Questo procedimento innovativo si concentrerà sui processi di decisione pubblica per migliorarne l’efficacia, l’efficienza e la condivisione da parte di tutti. Stanca ha infine sottolineato che l’architettura istituzionale dello Stato si sta già modificando in senso federalista: lo spostamento di poteri, competenze e risorse pubbliche verso gli enti più vicini ai cittadini, alle imprese ed al territorio, grazie anche alle tecnologie digitali, valorizza e stimola la capacità di autogoverno e il rapporto tra cittadini e istituzioni. Ma senza una comune visione di tutti gli attori la sua realizzazione sarebbe difficile e certamente si produrrebbero elevate diseconomie, provocando un federalismo caotico, anziché un federalismo efficiente.

Autore: ITespresso
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