Startup come volàno di innovazione

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Infocamere: Sfiorano le 1800 unità le startup in Italia
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Durante gli stati generali dell’ecosistema startup italiano, organizzato da Italia Startup, si è fatto il punto sul mondo delle startup, considerando sia i pro sia i contro di una getione che per alcuni anni è stata a guardare

Startup come volano di innovazione. Il governo sembra credere in questa rinnovata forma di fare-impresa e sottolinea l’importanza di sfruttare fino in  fondo tutti gli strumenti resi operativi per potenziare l’ecosistema e rendendosi disponibile a immaginarne di nuovi.

Ora risulta fondamentale che  Imprese e Startup imparino sempre più a dialogare tra loro e a trovare il modo di utilizzare tutti i vantaggi messi a disposizione dall’impianto legislativo del Decreto Crescita 2.0  per dare risposte concrete ai giovani e a quanti hanno nel dna la vocazione del fare impresa. In un periodo di profondo cambiamento, l’innovazione deve essere messa al primo posto di qualsiasi agenda nazionale, internazionale, ma anche di ogni impresa, indipendentemente dalla sua dimensione e dalla sua data di fondazione.

ItaliaCamp porta negli USA 14 Startup italiane
ItaliaCamp porta negli USA 14 Startup italiane

Secondo Riccardo Donadon, Presidente di Italia Startup, quattro devono essere le parole chiave cui gli attori di questo ecosistema devono ispirarsi: “formazione, innovazione, consapevolezza e capitalizzazione, per arrivare all’appuntamento del 2015, anno che, grazie all’Expo, vedrà l’attenzione di tutto il mondo concentrata sul nostro Paese, percepito finalmente come  una nazione startup friendly, capace di innovare e attrarre talenti. Il Governo deve proseguire la sua azione tesa a sburocratizzare, defiscalizzare, capitalizzare per consentire a tutta questa energia positiva, che si percepisce nel nostro Paese, di scorrere e concretizzarsi.”

E’ questo quanto è emerso durante il primo incontro degli stati generali dell‘ecosistema startup italiano, organizzato da Italia Startup, l’Associazione no profit che rappresenta i soggetti, privati e pubblici, che agevolano la valorizzazione, la visibilità e la crescita del nuovo tessuto imprenditoriale italiano.

In Italia il circolo virtuoso si è attivato – non mancano incubatori, parchi scientifici e tecnologici, e anche investitori: l’Osservatorio sulle startup hi-tech degli Osservatori ICT del Politecnico di Milano e di Italia Startup ha calcolato che sono oggi disponibili oltre 200 milioni di euro di capitali di rischio da investitori istituzionali per le startup e ci sono molte imprese di medie e grandi dimensioni che iniziano a guardare con molta attenzione al mondo delle startup, allocando fondi in questa direzione.

“In questi mesi abbiamo fatto molta strada, i giovani che oggi vogliono mettere in piedi un’impresa innovativa iniziano ad avere un percorso più semplice a livello normativo e burocratico – dichiara Donadon – Ora lo sforzo deve essere comune. Anche con il mondo delle imprese consolidate, dobbiamo sostenere questi giovani imprenditori e rendere consapevole l’intero sistema economico dell’importanza dell’innovazione. C’è tanta energia nei giovani, la dobbiamo liberare, dobbiamo motivare i talenti a mettersi in gioco e capitalizzare l’ecosistema. Dobbiamo raccontare ai giovani e a chi ci vuole provare, le sfide che attendono le imprese per competere nei mercati e cercare anche con loro la soluzione. Non si tratta più di fare una legge o aggiustare una norma, ora si tratta di far crescere la consapevolezza sull’importanza di investire nei nostri stessi giovani e nelle loro idee innovative che  possono far ripartire il Paese.  Solo se ci muoviamo uniti ce la possiamo fare.”

“Sostenere le startup innovative significa gettare le basi per un nuovo Made in Italy in grado di diffondere l’immagine di un’Italia capace di produrre eccellenze, puntando sull’innovazione, sulle competenze, sulla creatività.” – ha dichiarato il Capo della Segreteria Tecnica del Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano FirpoSostenere le startup – ha aggiunto– significa, inoltre, fare politica industriale a tutto tondo: attraverso lo sviluppo di nuova imprenditorialità innovativa, diamo impulso all’intero sistema economico, aiutandolo a trasformarsi e modernizzarsi”.

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A oggi sono state recensite 1227 startup innovative in Italia, 113 le startup hi-tech finanziate, 97 sono gli incubatori e acceleratori (64 pubblici e 33 privati), 32 gli investitori istituzionali (6 pubblici e 26 privati), 40 i parchi scientifici e tecnologici (37 pubblici e 3 privati), 65 gli spazi di coworking e 33 le competizioni dedicate alle startup. Sono poi 7 le associazioni dedicate e 13 le comunità online che offrono risorse agli startupper. Le startup innovative sono per il 50% localizzate al nord, per il 36% al centro e per il 14% al sud. Ben 232 hanno sede in Lombardia, 135 in Emilia-Romagna, 120 nel Lazio, 113 in Veneto, 111 in Piemonte, 92 in Toscana.

Le startup finanziate hanno per il 46% sede al nord, per il 26% al centro e per il 28% al sud (39 funded startup sono lombarde, 17 venete, 11 campane, 10 laziali, 7 toscane, 6 sarde). Complessivamente nel 2012 sono stati investiti 112 milioni di euro in startup hi-tech. Per il 2013 gli investimenti complessivi si aggirano sui 110 milioni di euro. Nel 2012 il 70% degli investimenti nelle startup hi-tech è stato effettuato da Investitori istituzionali, mentre il restante 30% fa capo a Business Angel, Family Office e Incubatori/Acceleratori. Osservando la distribuzione degli investimenti sui settori di appartenenza delle startup, il 73% ha un focus sull’ ICT, il 16% nell’energia e nelle rinnovabili, il 9% nelle Life Science.

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