Steve Jobs svela la nuvola di iCloud

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iCloud è integrato con le proprie Web apps, ed ogni cosa accade in automatico. MobileMe cessa di esistere e iCloud è gratis. iTunes sulla nuvola, ma senza streaming

Proprio dieci anni fa Apple capì che il PC sarebbe diventato l’hub per la nostra vita digital, dalle foto alla musica. Ma chi acquista musica sul proprio iPhone, oggi la vuole portare sugli altri dispositivi, senza impazzire. Oggi, spiega Steve Jobs a Wwdc, l’hub è il cloud. Da qui nasce la necessità di iCloud (in beta e versione deefinitiva in autunno): se facciamo una foto su iPhone, essa va subito sul cloud, e tramite push diventa “ubiqua”, diventando accessibile anche sugli altri device, tutto in automatico.

Senza che l’utente debba fare nulla (“I just happens”, semplicemente accade), iCloud archivia i vostri contenuti e in modalità wireless li propaga tramite push su tutti gli altri dispositivi. iCloud è integrato con le proprie Web apps, ed ogni cosa accade in automatico.Il sistema funziona con 10 device e la qualità è 256kbps AAC.

iCloud, tutto disponibile sulla nuvola
iCloud, tutto disponibile sulla nuvola

Apple ammette che MobileMe non ha funzionato a dovere, ma dice di aver imparato la lezione: ora Calendar, Mail e Contacts sono state sviluppate per essere iCloud apps. Nel caso dei calendari, basta fare un evento nel calendario, per immagazzinarlo sul cloud, e – in caso di condivisione con altri – ogni modifica è inviata via Push a tutti su tutti i dispositivi.

Grazie a iCloud le apps acquistate da App Store si sincronizzano tra tutti i device; si può controllare la storia degli acquisti (purchase history) sui dispositivi e scaricarla a richiesta; anche gli e-book comprati da iBooks si sincronizzeranno. iCloud effettua il backup Wireless una volta al giorno.Quando si acquista un nuovo dispositivo iOS, basta digitare il proprio Apple ID per essere sincronizzati con il nuovo device.

Anche iBooks si sincronizza con iCloud
Anche iBooks si sincronizza con iCloud

Quando si crea un documento con le apps Pages, Numbers e Keynote, si salva sulla nuvola e viene “inviato” via Pish agli altri dispositivi in cui l’app è installata; quando si fa un editing, si aggiorna la versione anche su iCloud. Le API di iCloud storage sono disponibili per gli sviluppatori.

iCloud è gratis (mentre MobileMe, che ora cessa di esistere, costava 99 dollari) e funziona su Wi-Fi. Il Ceo di Apple Steve Jobs promette che il nuovo sistema funzionerà anche su Mac e PC.

Una novità interessante (ma a cui prestare attenzione, versante privacy) è Photo Stream“, una nuova funzionalità dell’applicazione Photo Roll. PhotoStream invia alla nuvola tutte le immagini catturate con la fotocamera e dalla nuvola, di nuovo a cascata, tutto è inviato su tutti i dispositivi, anche su Windows, nella cartella Immagini. Apple conserva automaticamente le ultime 1000 immagini per 30 giorni e tutto quello che si desidera rendere permanente, deve essere trasferito in un album.

iTunes su iCloud: niente streaming
iTunes su iCloud: niente streaming

Infine Steve Jobs presenta la novità più attesa: iTunes sul cloud. Tutta la cronologia dei propri acquisti musicali è su ognuno dei propri  dispositivi e si può ri-scaricare quello che si preferisce cliccando il pulsante iCloud. Niente streaming, solo “nuvola”. iTunes Cloud non è nulla di ciò che si attendeva da mesi, ma forse è l’inizio.

iCloud è attivato di default, ma può essere disabilitato, e per accedervi è sufficiente ffettuare il login da iOS 5.Gli utenti hanno a disposizione 5GB di spazio gratis per mail, documenti, backup. Se la musica che abbiamo sull’iPhone non è stata scaricata da iTunes, ci pensa iTunes Match, un servizio aggiuntivo che per 24.99 dollari l’anno tiene nella nuvoletta anche la musica che non è comprata da iTunes, ma sincronizza i brani sui dispositivi a 256kbps senza Drm, a prescindere dalle dimensioni dell’archivio.

Steve Jobs illustra iCloud dove tutto "accade" con semplicità
Steve Jobs illustra iCloud dove tutto "accade" senza far nulla
Autore: ITespresso
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